“Ho scritto Padania sulla sabbia”. E sui muri. Quando i giovani leghisti si danno alle “ciulade”
Pubblicato: 13/01/2010 Archiviato in: In basso a destra | Tags: ciulade, Giovani Padani, graffiti, lega nord, Padania, Roberto Maroni, Umberto Bossi, writers 3 Commenti »Che cos’è una “ciulada”? I nati sotto il Po potrebbero avere qualche difficoltà ad intendere. Dovrebbero chiedere lumi ai Giovani Padani. Se si naviga sul sito del movimento, nel menu “Documenti” all’argomento è dedicata un’intera galleria. Come si rende in italiano l’espressione? “Meglio non tradurre - dice Efrem Brambilla, responsabile dei giovani leghisti della Statale di Milano - è qualcosa che viene fatto di nascosto”. Le immagini dicono di più delle parole.
Scritte sui muri. E “i muri sono i libri del popolo”, Umberto Bossi lo ha sempre detto. “Queste scritte hanno una rilevanza politica – continua Efrem – fotografiamo quello che accade sul territorio, è un modo per mostrare come la Lega sia vicina ai giovani”. Chi sono gli autori delle “performance”? “Spesso sono giovani sconosciuti al movimento, non c’è nessuna direttiva che parte dall’alto”, spiega Efrem. Giovani che sfidano la legge. Il disegno di legge sulla sicurezza dello scorso luglio prevedeva norme dure contro i “writers”, fino al carcere. Ma il titolare del Viminale si è ricordato del suo passato: “sono stato un graffitaro e non voglio la tolleranza zero contro i graffiti”, disse. E le misure si ammorbidirono.
“Stop immigrazione”, “I giovani vogliono la padania libera”, “W Bossi”, “+ figa – Luxuria”, “Le battaglie prima o poi finiscono ma i miei guerrieri vivranno per sempre”, “Umberto ti vogliamo bene”. Questi i messaggi più frequenti, da Friuli, Liguria, Lombardia e Veneto. I ragazzi della Lega però non si limitano alle pareti e ai confini padani. Qualcuno parte da Saronno e si spinge fino in Tunisia, da qui la serie “Ciulade tunisine”. Serie sperimentale rispetto alle altre, su un supporto particolarmente labile: la sabbia.
Forse solo Debord saprebbe come tradurre “ciulada”: “Un momento della vita, concretamente e deliberatamente costruito per mezzo dell’organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di avvenimenti. Lo scopo è la soddisfazione del desiderio, concretamente e senza sublimarsi nell’arte. La realizzazione del desiderio permette di fare chiarezza sugli istinti primitivi e di superarli”. Così l’internazionale situazionista definiva una “situazione” (da: Internationale situationniste, n. 1, Parigi, giugno 1958).







Post impagabile, buon sgobba. Avere il privilegio di leggerti non ha veramente prezzo!
[...] grano padano Pubblicato in In basso a destra, Politics da Antonio S. il 03/06/2010 Ci siamo già occupati delle performance artistiche dei giovani leghisti. Il Gazzettino segnala un capolavoro del genere, [...]
[...] ricordare che lo stesso Bossi ebbe a dire: “I muri sono i libri del popolo” ed Efrem Brambilla, responsabile dei giovani leghisti della Statale di Milano ha dichiarato: “Queste scritte hanno [...]