Donne, politica e giornalismo. In Afghanistan

Mentre il dibattito italiano si divide tra tacchi a spillo, curve e lapidazioni (solo verbali), altrove le cose sono un po’ più complicate. Di solito in questo blog non ci si occupa di politica estera, ma il pezzo de Il Post sulla campagna elettorale afghana merita attenzione:

Nella capitale Kabul vengono anche affissi dei poster elettorali che raffigurano le candidate, ma con esiti poco rincuoranti: le immagini resistono poco all’esposizione, a causa degli interventi dei conservatori più intransigenti che le deturpano con sfregi di inchiostro rosso a causa del loro rifiuto all’idea che una donna possa svolgere una carica di rilievo. Durante il regime talebano alle donne non era permesso di partecipare in alcun modo alla vita pubblica e alle bambine era addirittura vietato frequentare la scuola: proprio oggi si è saputo di un nuovo avvelenamento ai danni di decine di insegnanti e alunne di una scuola femminile da parte dei talebani.

In questo contesto, la storia di tre donne che si battono per un ruolo nella vita pubblica del paese è senza dubbio un segnale positivo. Si tratta delle fondatrici di un centro per il giornalismo tutto al femminile. Qui racconto la loro storia.



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