Lusso senza crisi, i ricchi non pagano

Vita, 9 dicembre 2011, numero 49

Il settore del lusso gode di ottima salute, alla faccia della situazione del resto dell’economia italiana. Lo confermano i numeri. Negli ultimi anni il mercato italiano dei cosiddetti “personal luxury goods” è stato tra i primi al mondo. Nel 2010 eravamo il terzo Paese per consumi di beni di lusso, con il 13% del mercato mondiale: 17,5 miliardi di euro spesi in un anno in gioielli, orologi, accessori e capi d’abbigliamento firmati. Il 2011, secondo le stime, sarà l’anno del sorpasso sul Giappone. Nell’anno che sta per concludersi sono stati spesi più di 18 miliardi in questo settore. E quindi, mentre l’Italia perde posizioni in molte classifiche, almeno un primato si può vantare: siamo il primo Paese in Europa e il secondo in tutto il mondo a spendere nel lusso. Solo a Milano, 4 miliardi in un anno.

I dati sono della Fondazione Altagamma, li riporto nel mio articolo nell’ultimo numero di Vita. Alta moda, fuoriserie, ristoranti. Dove la recessione non esiste.

Bonus track: Intervista a Santo Versace. Tra le altre cose il deputato passato dal Pdl all’Api mi diceva, a proposito dell’esecutivo in carica:

Questo è un governo meraviglioso. Corrado Passera è un uomo straordinario. Una risorsa preziosissima. Questi faranno ripartire le infrastrutture, ma sul serio. Sono creativi, veloci, scattanti.

Lui si definisce così:

Uomo del fare, ma del fare sul serio, non con le concessioni televisive.

(Dalla rassegna stampa della Fondazione Altagamma)

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