Quel che resta della Lega
Pubblicato: 05/05/2012 Archiviato in: Politics | Tags: Belsito, lega nord, Provincia di Bergamo, Renzo Bossi, Rosy Mauro, Silvana Saita, Sindaco di Seriate, Toni Iwobi, Trota, Umberto Bossi Lascia un commento »Storia di copertina di Vita del 20 aprile. C’è una Lega migliore di quella di Belsito, Trota e Rosy Mauro?
Elezioni amministrative 2012: Sesto San Giovanni, da Stalingrado alle liste civiche
Pubblicato: 24/04/2012 Archiviato in: Politics, Ritagli | Tags: 6 e 7 maggio, Alfano a Sesto, Beppe Grillo, Elezioni amministrative 2012, Filippo Penati, Gian Paolo Caponi, Giorgio Oldrini, La caduta di Stalingrado, Laura Chittò, Movimento 5 stelle, Pd, Pdl, Sesto San Giovanni Lascia un commento »Una piazza così interessata alla politica non la vedevano da tempo a Sesto San Giovanni. Circa un migliaio di persone ad ascoltare un comizio. Incuranti del temporale in corso, per di più. Se si cercasse un’altra prova della crescita del Movimento 5 stelle, la si potrebbe trovare qui, in quella che fu la Stalingrado d’Italia. Lo show di Beppe Grillo sotto il diluvio finora è stato l’evento più seguito di una campagna elettorale sonnacchiosa. Nello stesso momento a pochi metri di distanza da Piazza Petazzi dove imperversava il comico genovese, era in corso un incontro con il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Incontro al chiuso, al riparo dal “diluvio” dei grillini. Nonostante la presenza di un leader nazionale di un partito di governo, il pubblico in sala era scarsino.
La cosiddetta antipolitica è arrivata anche a Sesto? Non ci sarebbe da stupirsi, dato che qui di recente i motivi per essere delusi dai partiti non sono mancati. Le inchieste della procura di Monza hanno battezzato il “Sistema Sesto”, una rete di relazioni ambigue tra imprenditori e pubblici amministratore che ha portato a indagare l’ex sindaco Filippo Penati e il primo cittadino uscente, il dimissionario Giorgio Oldrini, più altri esponenti delle giunte che hanno guidato la città negli ultimi vent’anni. «Qui al malumore generale nei confronti dei partiti si è aggiunto il problema locale. Lo scontento si sente», dice Sabina Ballione, sestese dalla nascita, attiva nel volontariato in città e responsabile di Legacoop sociale per la Lombardia. La crisi del centrosinistra che ha governato la città per praticamente settant’anni ha avuto una prima conseguenza visibile in questa campagna elettorale: i candidati sindaco sono otto, di cui cinque sono sostenuti da liste civiche e si dichiarano lontani dai partiti. Insomma, non ci sono solo i grillini, che presentano Serena Franciosi, 31enne dipendente di un’azienda farmaceutica. Sulla scheda elettorale i sestesi troveranno anche la Lista Civica “X Sesto”, nata da alcuni esponenti scissionisti del movimento 5 stelle, il loro candidato è il musicista Gianpaolo Nuccini. Accreditato attorno all’un per cento. Ci sono poi le candidature più legate al territorio come quella dei “Giovani Sestesi”, sigla inizialmente vicina al centrosinistra, staccatasi dopo le vicende giudiziarie. La loro aspirante sindaco è Alessandra Aiosa, imprenditrice. Altri invece sono più radicati nel tessuto associazionistico. Come Orazio La Corte, fondatore del circolo locale di Legambiente, sostenuto da due liste ecologiste. Il suo però non è un nome nuovo per la politica, ha già esperienza di consigliere comunale nei Verdi, fino al 2009 sosteneva il centosinistra. «Sono uscito quando le mie proposte sul piano di governo del territorio non sono state ascoltate. Ho fatto bene, le inchieste hanno confermato quello che in molti sapevano. Il recupero delle aree industriali è stato gestito attraverso una rete di corruzione», dice oggi La Corte. Il candidato però che potrebbe impensierire i partiti più grandi è un altro: Gian Paolo Caponi, avvocato, presidente dei Lions, impegnato nel volontariato nelle associazioni cattoliche. Caponi non è un nome nuovo della politica, si era già parlato di lui come possibile candidato per il centrodestra nel 2002 e nel 2007, ora si presenta con la lista Sesto nel Cuore, con l’appoggio anche di partiti come Fli e Udc senza simbolo ma con la generica sigla “Terzo polo”. «La città si è impoverita, manca il lavoro. La gente non guarda più ai partiti, si fida delle persone», dice Caponi.
E come pensa invece di uscirne il Pd, da sempre al governo del centro più popoloso della provincia di Milano? Con una candidatura vicinissima al sindaco Oldrini: il suo assessore alla Cultura, Monica Chittò. Il suo nome è stato ufficializzato da primarie con una partecipazione record. In negativo. A votare sono andati solo in 2400, mai così pochi.
Il suo punto di forza sta nella debolezza del centrodestra: la candidata del Pdl. Franca Landucci, è data tra il 15 e il 20%. La Lega corre da sola, con l’anziano ex senatore Celestino Pedrazzini, e sembra non destare preoccupazioni. Un sondaggio Swg dà la Chittò vincente al primo turno, con il 52,4%. Eppure ci credono in pochi. Finora qui non s’è fatto vedere nessun leader nazionale, è venuto solo il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «Difficile definirla un segno di discontinuità. Ma dall’altra parte i candidati civici sono troppo inesperti perchè gli si possa affidare la macchina amministrativa», dice la responsabile di legacoop. «Non sarà facile raggiungere il 50% dei voti già il 7 maggio», osserva chi segue la politica della città. Se si andasse al secondo turno, sarebbe la prima volta nella storia di Sesto. A sfidare i partiti del centrosinistra potrebbe essere proprio Caponi, da molto dato in vantaggio sulla candidata del centrodestra. Il Pd fa gli scongiuri, a quel punto contro i civici potrebbe accadere di tutto.
Elezioni amministrative 2012: Taranto
Pubblicato: 14/04/2012 Archiviato in: Politics, Ritagli | Tags: Amandha Fox, ambientalisti, amministrative 2012, Angelo Bonelli, Elezioni, Gianfranco Cita, Ilva, Ippazio Stafano, Nichi Vendola, pornostar candidate, Taranto Lascia un commento »Il 6 e 7 maggio si vota anche nella città dell’Ilva. Un mio articolo dal settimanale Vita
I sottosegretari: letture consigliate
Pubblicato: 29/11/2011 Archiviato in: Politics, Uncategorized | Tags: Adelfio Elio Cardinale, Angelino Alfano, Antonio Martone, Carlo Malinconico, Filippo Milone, Filippo Patroni Griffi, Governo, Mario Monti, Michel Martone, Ministri, Pietro Ichino, Renato Brunetta, Renato Schifani, Salvatore Mazzamuto, Sottosegretari 1 Commento »- Filippo Milone, Sottosegretario alla Difesa.
Già presidente della Grassetto di Ligresti, uomo chiave del potere siculo-milanese sull’asse Ligresti-La Russa, implorava Finmeccanica di versare soldi, Il fatto quotidiano, 22 novembre 2011
- Carlo Malinconico, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, delega all’Editoria. Presidente Fieg (Federazione italiana degli editori).
Il giovane Anemone rendeva felice anche Carlo Malinconico, in quel momento segretario generale alla presidenza del Consiglio e poi presidente della Fieg. “Su richiesta di Angelo Balducci l’imprenditore contribuiva all’organizzazione e pagamento di più soggiorni vacanza presso l’hotel “Il Pellicano” di Porto Santo Stefano”. Naturalmente Malinconico non deve pagare un euro: “Mi raccomando, non è che si distraggono e gli fanno il conto” (Repubblica, 11 febbraio 2010)
- Il giovane Michel Martone, viceministro al Lavoro e alle politiche sociali. Professore ordinario di diritto del lavoro all’Università di Teramo, incaricato alla Luiss, e molto altro. Figlio di Antonio Martone, presidente della Commissione per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle Amministrazioni pubbliche (Civit), ovvero dell’Autorità indipendente preposta anche a funzioni di garanzia del corretto funzionamento dell’intera Funzione pubblica. Una consulenza allo stesso ministero della Funzione Pubblica (ministro Brunetta) viene pagata a Michel Martone 40mila euro. In un’interrogazione parlamentare i senatori Ichino, Zanda e Morando si chiedevano
–preliminarmente, se il ministro non ritenga gravemente inopportuna la stipulazione da parte del suo Dicastero di un contratto di questo genere con un parente stretto del presidente di un organismo il quale dovrebbe caratterizzarsi per l’assoluta indipendenza rispetto al Governo;
– nel merito, se il ministro non ritenga gravemente inopportuno lo stanziamento di 40.000 euro per una consulenza su di un tema di nessuna urgenza e di poco apprezzabile rilievo quale quello dei problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di Paesi terzi (…)
– in quali documenti si sia concretata fino a oggi la consulenza in questione.
- Filippo Patroni Griffi, ministro alla Funzione Pubblica
magistrato e consigliere di Stato, è stato capo dell’ufficio legislativo dei ministri per la funzione pubblica Cassese, Frattini, Motzo, Bassanini e Brunetta. Capo di gabinetto del ministro per le Riforme Istituzionali Amato, nell’ultimo governo Prodi è stato capo del Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio. L’ultimo incarico che ha ricoperto è quello di segretario generale dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. Fu intervistato da Report nell’ambito di un’inchiesta sui magistrati fuori ruolo. (Il Post)
Nel decreto milleproroghe del 29 dicembre 2010 veniva infilata una disposizione che consentiva «ai membri della Civit che sono anche dipendenti pubblici di restare in ruolo e svolgere contemporaneamente le due funzioni». Una norma «ad personam», scriveva sempre il senatore Ichino, di cui beneficiava il solo Patroni Griffi.
- Salvatore Mazzamuto, sottosegretario alla Giustizia. Già consigliere di Alfano.
Filippo Mancuso: «Ho proposto al premier il professor Salvatore Mazzamuto» (Corriere della Sera, 26 aprile 2002)
- Adelfio Elio Cardinale. Sottosegretario alla Salute. E’ sposato con il magistrato Annamaria Palma, attuale capo di Gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani.
Viaggio nel pianeta Varese
Pubblicato: 10/10/2011 Archiviato in: Politics | Tags: cerchio magico, Congressi Lega, lega nord, Lega Varese, Marco Reguzzoni, maroniani, Roberto Maroni, Umberto Bossi, varese Lascia un commento »«Lega, un bossiano segretario a Varese ma la base protesta: non è stato votato», «Spintoni e tessere strappate. Critiche al leader: basta capetti», «Varese, i delegati della Lega insorgono contro Bossi e lui li definisce “fascisti”», e ovviamente «Il malumore dei leghisti si diffonde in rete, ma Radio Padania “taglia”». In questi giorni tutti si sono occupati della culla della Lega Nord. Qualcuno cade in tentazione, come nota Matteo Bordone:
Qualche tempo fa un amico che lavora in un giornale mi raccontava che da loro in redazione a Milano ogni tanto arriva una telefonata dall’ufficio centrale di Roma: vogliono “il Pezzo del Becero Leghista”. Il Pezzo del Becero Leghista è il pezzo che abbiamo letto tutti decine di volte sui giornali di questi anni, quello che descrive il Varesotto (o altri posti del Nord) come una terra di abietto egoismo gutturale.
I malumori però covavano da tempo. Qualche settimana fa mi ero occupato anch’io dei turbamenti dei leghisti varesini (il 23 settembre, per Vita), ne era venuto fuori questo:
(grafico: crockhaus)
A Montenero, dipietristi e felici di morire democristiani
Pubblicato: 01/07/2011 Archiviato in: Politics, Uncategorized | Tags: Antonio Di Pietro, Campobasso, Di Pietro moderato, Idv, Italia dei valori, Molise, Montenero di Bisaccia Lascia un commento »Il portafoglio di mio padre. Di Pietro Giuseppe, contadino. Morto a 72 anni cadendo dal trattore. Dentro non c’era mai una lira, ma un’immagine della Madonna di Bisaccia. E due sole tessere. Lui le chiamava “il fascio di grano” e “la Libertàs”. Erano della Coldiretti e della Dc. Non era proprio iscritto al partito: le davano insieme, d’ufficio. Io comunque vengo da lì. Dai cattolici, dai moderati. Ho studiato in seminario. Non sono un uomo di sinistra.
Così Antonio Di Pietro, intervistato da Aldo Cazzullo, ha delineato i suoi riferimenti ideali. La svolta moderata ha stupito molti, ma come l’hanno presa i suoi fan più fedeli? Per capirlo si dovrebbe andare a Montenero di Bisaccia, provincia di Campobasso, luogo che ha dato i natali all’ex pm. Qui l’Idv è il primo partito, alle ultime amministrative è arrivata quasi al 30%.
«Forse noi abbiamo un punto di vista privilegiato. Di Pietro lo vediamo ogni settimana, il sabato, quando prende il trattore nella sua masseria – dice Pierpaolo Nagni, coordinatore regionale del partito – lo abbiamo sempre saputo che non è un’estremista, come lo hanno sempre dipinto». Nessuno stupore quindi da parte dei fedelissimi: «Siamo in tanti ad avere quella storia. Io stesso vengo dalla Dc, sono approdato al Pd ma lì i cattolici vengono spesso trascurati. Con Di Pietro invece siamo a casa».
Intanto, la routine a Montenero procede inalterata. Gli eventi che scandiscono la vita del paese sono tre: la festa della Madonna di Bisaccia a maggio, cui il leader dell’Idv non ha mai mancato di manifestare devozione; la sagra di San Paolo Apostolo a giugno; la grande «festa del ringraziamento» nella masseria di Di Pietro il primo sabato d’agosto. «È una tradizione, mio padre Peppino la faceva dopo la trebbiatura. Arrivavano anche gli spigolatori e chi a casa sua non aveva da mangiare», ha sempre detto Di Pietro. Quest’anno sarà l’occasione per lanciare nuovi segnali politici? «Il nostro obiettivo è quello di fare un grande partito di massa», dice il suo luogotenente. Con quale ispirazione? «Moderata, cattolica». Insomma, la Dc. Chi l’avrebbe mai detto che i dipietristi sarebbero finiti democristiani? «Lo avessi saputo dall’inizio ci avrei messo subito non una, ma due firme», dice Nagni.
I molisani potrebbero apprezzare: «Non è certo una regione di avanguardisti o supermoderni, sicuramente qui si sentivano distanti dal Di Pietro estremista. È sempre stata una regione bianca, votavano tutti Dc», commenta Daniela Di Cecco, giornalista del più diffuso quotidiano locale, Il nuovo Molise. In paese, intanto, si discute delle ultime mosse. Il piccolo centro conta 6775 abitanti, non c’è bisogno dei social media perché alcune voci si diffondano in modo incontrollato. «Tutti parlano di una cena segreta tra Di Pietro e Berlusconi – racconta Angelo Santagostino, direttore del freepress La Gazzetta del Molise – successiva all’incontro in parlamento. Tutti si chiedono di che cosa abbiano parlato. Probabilmente c’entra l’importantissima partita della Regione». Già, il governatore del Molise. Per eleggerlo si voterà il prossimo novembre, e anche qui l’Idv è in rotta col resto del centrosinistra. «Siamo contrari alle primarie, e se il candidato che sceglierà il Pd non sarà di nostro gradimento, correremo da soli», afferma il coordinatore regionale.
A dire il vero, tra i militanti non tutti sono convinti. Lucia Urbano, 30 anni, è la responsabile dei giovani del partito, a lei il Di Pietro «moderato» suscita qualche perplessità: «Se lo dice sul serio mi viene un po’ da ridere. Spero sia soltanto una sparata. La classe politica locale è già piena di riciclati, ci manca solo questo». Comunque vada, Lucia sa che qui Di Pietro qui conterà sempre su uno zoccolo duro: «Molti sono lavoratori della terra, gente umile che si fida ciecamente di lui, per loro lui è ancora l’eroe di Mani Pulite», dice Lucia. Nonostante gli affezionati seguaci, a casa sua Di Pietro è all’opposizione. Il sindaco di Montenero è del Pdl, a presidiare il consiglio comunale rimane suo figlio, Cristiano Di Pietro, eletto consigliere di minoranza. Certo, se il nuovo corso moderato avesse successo Di Pietro potrebbe tornare a scrivere una lettera ai suoi concittadini in montenerese stretto, come fece dopo le ultime elezioni vinte, ormai più di dieci anni fa. Scriveva di suo pugno Tonino:
Chari paisani, mò ch’ aemèe finuto dhi fa la cummedia ch’ la lijst e ch’ tutth ch’ ll sciminite ch’ ci vuolevan pià n’ giro, vi vujh tringrazià tutt’ quant’
(Traduzione per i lettori non molisani: «Cari paesani, ora che abbiamo finito la commedia con la lista e tutti quegli scimuniti che volevano prenderci in giro, voglio ringraziarvi tutti quanti»).
Ne ho scritto anche sul numero di Vita in edicola oggi
Letizia non ha abolito l’ecopass, me lo ha detto via twitter
Pubblicato: 22/05/2011 Archiviato in: Le parole degli altri, Politics | Tags: Amministrative 2011, ecopass, Letizia Moratti, Letizia Moratti su twitter, Sindaco di Milano, twitter 1 Commento »@claos71 ripeto: l'Ecopass è annullato per i residenti a Milano. E' chiaro?—
Letizia Moratti (@LetiziaMoratti) May 22, 2011
@LetiziaMoratti è già stato annullato? quando? #ecopass #mirispondi—
Antonio Sgobba (@antoniosgobba) May 22, 2011
@antoniosgobba sarà annullato nel prossimo mandato.—
Letizia Moratti (@LetiziaMoratti) May 22, 2011
@LetiziaMoratti «Ha abolito», passato prossimo. «Sarà annullato», futuro #miharisposto—
Antonio Sgobba (@antoniosgobba) May 22, 2011
I manifesti che si trovano in giro per Milano sono questi:
Un caso palese di «pubblicità ingannevole», come ha già detto oggi Luca Sofri.
Ecco dov’era finito Ghedini
Pubblicato: 22/05/2011 Archiviato in: Le parole degli altri, Politics | Tags: #morattiquotes, Letizia Moratti, twitter Lascia un commento »niccolo' faremo insieme la scuola dei sindaci…—
Letizia Moratti (@LetiziaMoratti) May 22, 2011
piccolo nicolo' vieni a vedere palazzo marino!!—
Letizia Moratti (@LetiziaMoratti) May 22, 2011
I nuovi signori delle preferenze
Pubblicato: 17/05/2011 Archiviato in: Politics | Tags: Amministrative 2011, Andrea Colombo, Anna Scavuzzo, Bologna, Cathy La Torre, Elezioni, giovani in politica, Massimo Bugani, Mattia Calise, Michele Curto, Milano, Movimento 5 stelle, Pd, Pierfrancesco Maran, preferenze, Sara Giudice, Sel, Stefano Gallo, Terzo Polo, Torino 4 Commenti »Chi ha vinto le ultime elezioni? I candidati tra i 20 e i 35 anni. I dati mostrano che se possono, gli elettori scelgono i più giovani. Accade soprattutto nelle grandi città in cui il centrosinistra ha ottenuto buoni risultati.
A Torino il più votato del Pd è stato Stefano Gallo, 34 anni, con 2415 voti. Ingegnere informatico, ha giù una legislatura alle spalle. Il primo arrivato di Sel, invece è Michele Curto, 31 anni, 2225 voti, a lungo responsabile di Libera per l’Europa. A Bologna, dietro i big Cevenini e Frascaroli, i primi sono Andrea Colombo, 26 anni, 1306 voti, già consigliere di zona, e Cathy La Torre, 30 anni, 810 voti, avvocato impegnato soprattutto nella difesa dei diritti degli omosessuali. A Milano nel Pd il primo dei non-archistar è Pierfrancesco Maran, 30 anni, già consigliere comunale, 3530 voti che lo hanno portato più in alto di molti altri esponenti dalla più lunga carriera politica. Nella civica per Pisapia prima è arrivata Anna Scavuzzo, 34 anni, 1044 voti, insegnante nella scuola primaria e scout. Nel mezzo flop del terzo polo l’unica che sorride è la 25enne Sara Giudice, meglio nota come l’anti Minetti, è lei la prima nella lista del Nuovo polo con 1058 preferenze. (Per non parlare poi delle percentuali dei candidati sindaci grillini: Mattia Calise, 20 anni, 3,23 % a Milano e Massimo Bugani, 33 anni, 9,5 a Bologna).
Come si cambia classe dirigente? Votandone una nuova. Usando le preferenze, uno strumento che in Italia si è spesso associato alla politica peggiore. Oggi, invece, quando la legge elettorale non lo impedisce i cittadini se ne servono in modo significativo: votano soprattutto giovani. Tra i consiglieri eletti ci sono gli esordienti e gli esperti; alcuni hanno già una carriera politica avviata, altri vengono dal mondo del volontariato, ad esempio.
Come possono farsi spazio i giovani in politica? Facendosi votare. Prendere molte preferenze in una grande città è una delle cose più difficili del mestiere di politico – a meno di non usare il voto di scambio o di essere omonimi di leader politici nazionali. Richiede un lavoro capillare, bisogna convincere centinaia di persone a scrivere il proprio nome sulla scheda. Servono, ma non bastano, i social network e la bella faccia sui manifesti; è necessario riuscire a ottenere la fiducia di chi vota. Contano poco le rese dei conti interne ai partiti.
(Qualcuno potrebbe avanzare l’obiezione qualunquista: sono giovani ma sono stati cooptati dai vecchi gruppi dirigenti, sono copie in piccolo dei leader attuali. Ammettiamo anche sia così. Rimarrebbe il fatto – credo senza precedenti recenti – che nella peggiore delle ipotesi un elettore preferisce la copia giovane all’originale anziano. Non vuol dire proprio nulla?)





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