A Montenero, dipietristi e felici di morire democristiani
Pubblicato: 01/07/2011 Archiviato in: Politics, Uncategorized | Tags: Antonio Di Pietro, Campobasso, Di Pietro moderato, Idv, Italia dei valori, Molise, Montenero di Bisaccia Lascia un commento »Il portafoglio di mio padre. Di Pietro Giuseppe, contadino. Morto a 72 anni cadendo dal trattore. Dentro non c’era mai una lira, ma un’immagine della Madonna di Bisaccia. E due sole tessere. Lui le chiamava “il fascio di grano” e “la Libertàs”. Erano della Coldiretti e della Dc. Non era proprio iscritto al partito: le davano insieme, d’ufficio. Io comunque vengo da lì. Dai cattolici, dai moderati. Ho studiato in seminario. Non sono un uomo di sinistra.
Così Antonio Di Pietro, intervistato da Aldo Cazzullo, ha delineato i suoi riferimenti ideali. La svolta moderata ha stupito molti, ma come l’hanno presa i suoi fan più fedeli? Per capirlo si dovrebbe andare a Montenero di Bisaccia, provincia di Campobasso, luogo che ha dato i natali all’ex pm. Qui l’Idv è il primo partito, alle ultime amministrative è arrivata quasi al 30%.
«Forse noi abbiamo un punto di vista privilegiato. Di Pietro lo vediamo ogni settimana, il sabato, quando prende il trattore nella sua masseria – dice Pierpaolo Nagni, coordinatore regionale del partito – lo abbiamo sempre saputo che non è un’estremista, come lo hanno sempre dipinto». Nessuno stupore quindi da parte dei fedelissimi: «Siamo in tanti ad avere quella storia. Io stesso vengo dalla Dc, sono approdato al Pd ma lì i cattolici vengono spesso trascurati. Con Di Pietro invece siamo a casa».
Intanto, la routine a Montenero procede inalterata. Gli eventi che scandiscono la vita del paese sono tre: la festa della Madonna di Bisaccia a maggio, cui il leader dell’Idv non ha mai mancato di manifestare devozione; la sagra di San Paolo Apostolo a giugno; la grande «festa del ringraziamento» nella masseria di Di Pietro il primo sabato d’agosto. «È una tradizione, mio padre Peppino la faceva dopo la trebbiatura. Arrivavano anche gli spigolatori e chi a casa sua non aveva da mangiare», ha sempre detto Di Pietro. Quest’anno sarà l’occasione per lanciare nuovi segnali politici? «Il nostro obiettivo è quello di fare un grande partito di massa», dice il suo luogotenente. Con quale ispirazione? «Moderata, cattolica». Insomma, la Dc. Chi l’avrebbe mai detto che i dipietristi sarebbero finiti democristiani? «Lo avessi saputo dall’inizio ci avrei messo subito non una, ma due firme», dice Nagni.
I molisani potrebbero apprezzare: «Non è certo una regione di avanguardisti o supermoderni, sicuramente qui si sentivano distanti dal Di Pietro estremista. È sempre stata una regione bianca, votavano tutti Dc», commenta Daniela Di Cecco, giornalista del più diffuso quotidiano locale, Il nuovo Molise. In paese, intanto, si discute delle ultime mosse. Il piccolo centro conta 6775 abitanti, non c’è bisogno dei social media perché alcune voci si diffondano in modo incontrollato. «Tutti parlano di una cena segreta tra Di Pietro e Berlusconi – racconta Angelo Santagostino, direttore del freepress La Gazzetta del Molise – successiva all’incontro in parlamento. Tutti si chiedono di che cosa abbiano parlato. Probabilmente c’entra l’importantissima partita della Regione». Già, il governatore del Molise. Per eleggerlo si voterà il prossimo novembre, e anche qui l’Idv è in rotta col resto del centrosinistra. «Siamo contrari alle primarie, e se il candidato che sceglierà il Pd non sarà di nostro gradimento, correremo da soli», afferma il coordinatore regionale.
A dire il vero, tra i militanti non tutti sono convinti. Lucia Urbano, 30 anni, è la responsabile dei giovani del partito, a lei il Di Pietro «moderato» suscita qualche perplessità: «Se lo dice sul serio mi viene un po’ da ridere. Spero sia soltanto una sparata. La classe politica locale è già piena di riciclati, ci manca solo questo». Comunque vada, Lucia sa che qui Di Pietro qui conterà sempre su uno zoccolo duro: «Molti sono lavoratori della terra, gente umile che si fida ciecamente di lui, per loro lui è ancora l’eroe di Mani Pulite», dice Lucia. Nonostante gli affezionati seguaci, a casa sua Di Pietro è all’opposizione. Il sindaco di Montenero è del Pdl, a presidiare il consiglio comunale rimane suo figlio, Cristiano Di Pietro, eletto consigliere di minoranza. Certo, se il nuovo corso moderato avesse successo Di Pietro potrebbe tornare a scrivere una lettera ai suoi concittadini in montenerese stretto, come fece dopo le ultime elezioni vinte, ormai più di dieci anni fa. Scriveva di suo pugno Tonino:
Chari paisani, mò ch’ aemèe finuto dhi fa la cummedia ch’ la lijst e ch’ tutth ch’ ll sciminite ch’ ci vuolevan pià n’ giro, vi vujh tringrazià tutt’ quant’
(Traduzione per i lettori non molisani: «Cari paesani, ora che abbiamo finito la commedia con la lista e tutti quegli scimuniti che volevano prenderci in giro, voglio ringraziarvi tutti quanti»).
Ne ho scritto anche sul numero di Vita in edicola oggi
Primarie a Milano. Stasera si parla del conflitto di interessi. Di Boeri – Agenda del giorno – 45
Pubblicato: 30/09/2010 Archiviato in: Parteciperò? Non parteciperò? Forse | Tags: 11 metri, Antonio Di Pietro, Arci bitte, comunali 2011, Giuliano Pisapia, Michele Sacerdoti, Partito Democratico, Pd, Primarie Milano, Salvatore Ligresti, Sindaco Milano, Stefano Boeri, Valerio Onida Lascia un commento »
La sinistra dura-e-pura-che-più-pura-non-si-può aveva lanciato subito l’accusa: il peccato originale di Boeri si chiama Ligresti. L’architetto ha lavorato con il costruttore condannato ai tempi di Tangentopoli. Tra coloro che avevano sollevato la questione c’erano anche quelli di 11 metri, che scrivevano:
La mia personalissima impressione (leggi: paura) è che il Boeri abbia potuto fare con Ligresti (da sempre in affari con lui) un semplice calcolo: se anticipiamo noi la candidatura del PD li mettiamo in smacco, stante il gran giro di interessi che noi rappresentiamo e l’interesse reciproco che le aziende da noi gestite ed il PD potrebbero facilmente gestire.
Al PD, non c’è che dire, deve essere venuta l’acquolina in bocca… Ci prendiamo uno dei principali poli del potere
milanese, strappandolo alla Moratti che ci ha banchettato fino a ieri, e ci prendiamo anche la citta, stante la
stima bipartisan di cui gode il Boeri.Dove sono Boeri, Ligresti ed i vertici del PD.. tutti attorno ad un tavolo a dirsi “se tu mi dai questo, io ti do questo”? Perchè stentano tanto nel dire se lo sostengono o no???
Ebbene.. io non voglio iniziare a nutrire dubbi su un candidato che potrebbe rappresentare il futuro della mia città.
Ma da anni vivo in una dittatura da conflitto di interessi: ebbene, se Boeri vuole che si prenda in considerazione seriamente la sua candidatura, riferisca del conflitto di interessi di cui buona parte della società civile lo ritiene portatore.
Stasera Boeri stasera incontra i ragazzi di 11 metri, per il ciclo «Lui chi è?» che già aveva ospitato Pisapia. Alle 21 all’Arci Bitte in via Watt 37. Sulla carta non sembrerebbe una platea amica. Ma Boeri probabilmente non teme l’argomento, ieri sulla sua pagina di Facebook ha scritto persino che «vorrebbe parlare con Antonio Di Pietro. Anzi, qualora lo volesse, sarei felicissimo di parlare con lui».
Quelli di 11 metri devono essere ubiqui, e comunque sono in tanti, stasera parteciperanno infatti anche a La Giovane Milano incontra Giuliano Pisapia , alla Cooperativa Liberazione in via Lomellina 14, alle 20.30. Per rispettare la par condico potrebbero mandare qualcuno a seguire anche Valerio Onida in Largo Corsia dei Servi alle 19 per l’incontro «Impariamo la Costituzione, incontriamoci».
Michele Sacerdoti, invece, ieri ha postato il video «Do un cracker ad un gabbiano sul traghetto per l’Elba».
Que reste-t-il de Bettino Craxi?
Pubblicato: 19/01/2010 Archiviato in: Uncategorized | Tags: 19 gennaio 200o, Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, Bettino Craxi, Fondazione Craxi, Hammamet, Milano, Via a Craxi 2 Commenti »Milano si divide su una strada a suo nome. Ma che cosa rimane di Bettino Craxi il 19 gennaio 2010? Le opinioni dei milanesi e le risposte di Elisabetta Soglio (Corriere della sera), Luca Solari (Organizzazione aziendale – Unimi), Emanuela Scarpellini (Storia Contemporanea – Unimi), Paolo Segatti (Sociologia Politica – Unimi), e Simona Bonfante (Kuliscioff).
Servizio mio, di Emanuela Meucci e Fabio Savelli.
No C-Day
Pubblicato: 06/01/2010 Archiviato in: Piazze in Rete | Tags: Antonio Di Pietro, Basilio Rizzo, Beppe Grillo, Craxi, Letizia Moratti, Milano, Piero Ricca, Qui Milano Libera, Salvatore Borsellino Lascia un commento »Bettino Craxi: un grande statista o un corrotto e un latitante? Per Qui Milano Libera non ci sono dubbi. “Onorare sulla pubblica piazza i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza è un pessimo esempio per i cittadini: ecco perché è necessario esprimere un civile e fermo dissenso”, scrivono gli attivisti guidati da Piero Ricca. E quindi allo slogan “Via a Craxi? No, via i corrotti”, l’associazione milanese sarà in piazza Cordusio, angolo via Mercanti, sabato 9 gennaio alle 14, per protestare contro l’intenzione manifestata dal sindaco Moratti di intitolare una via di Milano al leader socialista.
Al presidio hanno aderito i gruppi consiliari milanesi di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Lista Fo, e diversi blogger. L’evento è stato lanciato sul web; su Facebook circa cinquecento persone hanno garantito la loro presenza, altrettanti si dicono “in forse”. La lista dei relatori non è ancora definitiva, ma tra gli altri dovrebbero esserci Basilio Rizzo, consigliere comunale della lista Fo e Salvatore Borsellino.
Aggiornamenti. In piazza dovrebbero esserci anche Beppe Grillo e Antonio Di Pietro.








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