Acqua pubblica: gli anti referendum del Pd
Pubblicato: 23/06/2010 Archiviato in: Politics | Tags: acqua, Acqua libera tutti, compagni, Decreto Ronchi, firme, Forum movimenti per l'acqua, Giovani Democratici, Pierluigi Bersani, privatizzazione acqua, Referendum acqua 2 Commenti »Smettiamola di dividerci su cose che non interessano gli italiani, il Pd deve occuparsi dei problemi della gente.
Così ieri Pierluigi Bersani. Il suo partito lo tiene subito contento e si divide su una cosa che interessa tutti. L’acqua. Nasce un comitato di piddini a favore del Decreto Ronchi. (Tra i simpatizzanti ci sono anche alcuni di quelli che non amano essere definiti «compagni», ad esempio Stefano Ceccanti e il giovane Luca Candiano. Una coincidenza?)
(per Vita.it)
Democratici contro l’acqua pubblica. Sono i promotori del comitato «Acqua libera tutti», schierati contro i referendum per abrogare le norme del decreto Ronchi che prevedono l’ingresso dei privati nella gestione. Un gruppo di esponenti del Pd, tra di loro molti amministratori locali, a cui vanno le simpatie di voci autorevoli del partito, come il veltroniano Stefano Ceccanti e il giuslavorista Pietro Ichino.
La raccolta firme per la consultazione, promossa dal Forum movimenti per l’acqua, è arrivata ad un milione sottoscrizioni. Ma per gli antireferendari si tratta della «più grande bufala mediatica del dopoguerra». Il comitato per costituirsi ufficialmente aspetta gli ultimi passaggi giuridici (l’approvazione dei quesiti da parte della Consulta). Nel frattempo polemizza: non si può «riportare la gestione del servizio idrico in mano ad enti e carrozzoni statali». È necessaria «una sana concorrenza». Nell’appello si legge: «L’ideologia deve restare fuori e lasciare spazio ad un sano pragmatismo: oggi le società che gestiscono l’acqua con assetto privatistico e quotate in borsa chiudono tutte in utile, resituendo ai comuni che ne sono soci importanti dividendi che vengono utilizzati per finanziare la cultura, i servizi sociali, le opere pubbliche». Il rischio è «una nuova Alitalia», ovvero «una nuova esperienza di perdita senza fondo».
Il segretario del Partito Democratico la pensa in modo diverso. «Guardiamo con simpatia ai movimenti che si mettono contro l’impostazione distruttiva del governo», aveva detto Pierluigi Bersani, che pure non ha firmato per i referendum. Ma in giro per l’Italia molti esponenti Pd hanno sottoscritto le richieste del Forum. Il ministro Ronchi invece si è difeso lanciando dal suo sito una “Operazione Verità”, vuole «rompere il monopolio pubblico, non privatizzare l’acqua», spiega.
La casa calda e il ventre sazio
Pubblicato: 22/06/2010 Archiviato in: In basso a sinistra, La posta degli altri, Politics | Tags: Anpi, compagni, compagno, Fabrizio Gifuni, GD, Mario Rigoni Stern, partigiani, Pd Giovani Democratici, resistenza, Veneto 2 Commenti »Cari giovani democratici e care giovani democratiche, dite che il concetto «non rientra nel nostro pensare politico» e fate «fatica ad accettarlo» perchè «questo trapassato non ha noi come destinatari».
Lui la pensava così. Ma forse era un po’ vecchio.
Cari compagni,
sì, compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino cum panis che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.
È molto più bello «compagni» che «camerata» come si nominano coloro che frequentano lo stesso luogo per dormire, e anche di «commilitone» che sono i compagni d’arme.
Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere.
Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione.
All’erta Compagni! Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza.
Meditiamo su quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite.
Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo, ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei diritti fondamentali della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Vi giunga il mio saluto, Compagni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e Resistenza sempre.Vostro,
Mario Rigoni Stern(Lettera inviata al congresso regionale dell’Anpi Veneto nel 2007)



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