Milano, Torino, Bologna: parlano gli assessori
Pubblicato: 28/07/2011 | Autore: Antonio S. | Archiviato in: Politics | Tags: Amelia Frascaroli, assessori, Bologna, Elide Tisi, Fassino, Marco Granelli, Milano, Pisapia, servizi sociali, sicurezza, Torino, Welfare | Lascia un commento »Tre interviste agli esponenti delle giunte Pisapia, Fassino e Merola: Marco Granelli, assessore alla sicurezza di Milano; Elide Tisi, delega ai servizi sociali a Torino; Amelia Frascaroli, responsabile del welfare bolognese.
Chi sono i nuovi assessori al sociale?
Pubblicato: 24/06/2011 | Autore: Antonio S. | Archiviato in: Uncategorized | Tags: Amelia Frascaroli, Amministrative 2001, assessori, Bologna, Fabiana Martini, Giuliano Pisapia, giunte, Luigi De Magistris, Marco Granelli, Maria Grazia Guida, Milano, Napoli, Piero Fassino, Sergio D'Angelo, servizi sociali, Sindaci, Torino, Trieste, Welfare | Lascia un commento »(da Vita, 24 giugno 2011)
La sicurezza di Milano nelle mani di un ex dipendente della Caritas. Il sindaco Giuliano Pisapia ha scelto di affidare la delicata delega a Marco Granelli, già presidente di CSVnet (Coordinamento nazionale dei centri di Servizio per il Volontariato) e dipendente di Caritas Ambrosiana in aspettativa. Granelli, oltre a essere già consigliere comunale per il Pd, dal 1999 al 2004 è stato presidente del settore sociale di Confcooperative a Milano e dal 2000 al 2005 nel consiglio di presidenza di Federsolidarietà Lombardia. Per Milano sarà un bel salto, il suo predecessore, l’ex vicesindaco Riccardo De Corato, menava vanto degli «oltre 500 sgomberi di campi rom». Granelli, che avrà anche le deleghe su coesione sociale, volontariato e protezione civile, ha già fatto capire che la sua linea sarà diversa.
Pisapia è uno dei sindaci che più ha dato peso alle “quote social”: la sua vice, infatti, è Maria Grazia Guida, 56 anni, direttrice della Casa della Carità e presidente dell’Associazione CeAS (Centro Ambrosiano di Solidarietà) dal 2004. Eletta nelle liste del Pd, si occuperà anche di educazione, rapporti con il consiglio e attuazione del programma.
Anche la numero due del comune di Trieste ha alle sue spalle una lunga esperienza nel volontariato: è Fabiana Martini, 41 anni, sposata, tre figlie, è una giornalista professionista. Oltre ad essere vicesindaco, sarà anche assessore alla sicurezza, polizia urbana, comunicazione, trasparenza e partecipazione. La Martini, per quasi dieci anni direttrice responsabile del settimanale ”Vita Nuova”, è stata la prima donna laica ad assumere la guida di un periodico religioso in Italia.
A Bologna un’altra donna, Amelia Frascaroli ha voluto occuparsi a tutti i costi di Servizi sociali. Il neosindaco Merola le aveva offerto il ruolo di vice, ma lei non ha sentito ragioni: «Io so fare solo quello, il welfare, inutile chiedermi di occuparmi di altro», ha detto. Le polemiche sulla sua nomina sono arrivate inaspettatamente proprio dal mondo di cui dovrebbe essere espressione. Sono state infatti le Acli e la Caritas (organizzazione guidata in passato proprio dalla Frascaroli) a manifestare immediato scetticismo. Dalle Acli hanno commentato: «Dice che è competente? Verificheremo». Il direttore attuale della Caritas ha rincarato: «Alla Caritas non era mica una volontaria. Prendeva lo stipendio. Se qualcosa non va, lo diremo. Carità è anche non tacere». Amelia, come la chiamano tutti, ha fatto spallucce: «Certe polemiche sono fantascienza. Parlino pure, per me conta solo se mi chiama il vescovo e mi dice che faccio delle sciocchezze. Altrimenti passo oltre».
Le prime grane arrivano anche per il suo collega napoletano fresco di nomina, Sergio D’Angelo, assessore alle politiche sociali della giunta De Magistris. Per molti è un caso di «conflitto d’interessi». D’Angelo è infatti il presidente di Gesco, consorzio di cooperative sociali attivissimo nel settore dell’assistenza anche a Napoli. Gesco ha lavorato, e tanto, per il Comune di Napoli. E D’angelo ora dovrà dirigere al meglio anche la società pubblica del comparto, la Napoli Sociale. L’assessore si è già dimesso dagli altri incarichi, ma i critici, soprattutto di area Cisl e vicini al cardinale Sepe, aspettano di vedere quale sarà il suo operato.
Ecco perchè la Lega è la nuova Dc. Tre storie venete
Pubblicato: 25/06/2010 | Autore: Antonio S. | Archiviato in: In basso a destra, Le parole degli altri, Politics, Social Club | Tags: Attilio Schneck, Calvene, Caritas, Casa di accoglienza, Davide Schiavon, Dc, Democrazia Cristiana, don Beppe Gobbo, Flavio Tosi, Gian Paolo Gobbo, Giancarlo Gentilini; Treviso, Il Samaritano, lega nord, Liga Veneta, Luca Zaia, Michele Righetti, Pdl, Remo Sarnagiotto, Roberto Maroni, Schio, servizi sociali, Stefano Bertacco, Veneto, Verona, Vicenza, Zattera Blu | Lascia un commento »“Pulizia etnica”? Ma va là…E’ un’espressione che uso quando è necessario mettere radicalmente ordine in qualcosa, fosse anche una stanza disordinata.
(Giancarlo Gentilini, intervista a Vita)
(per Vita, in edicola oggi)
Vicenza: Con Zaia? «Un moderato»
«Hanno la tendenza a mediare, a trovare linee comuni». Secondo don Beppe Gobbo, presidente del progetto “Zattera Blu”, è questo l’atteggiamento di sindaci e assessori leghisti quando si trovano a decidere nel settore del sociale. Don Gobbo lavora a Calvene, cittadina di poco più di milleduecento abitanti nell’alto vicentino, è a capo di un coordinamento che opera in diversi comuni della Provincia di Vicenza. «Operiamo in una realtà difficile, ogni innovazione è accolta con diffidenza», dice il sacerdote. La “Zattera” si occupa in particolare di minori, italiani e stranieri, e offre pronta accoglienza ai senza fissa dimora.
Molti dei sindaci e degli assessori della zona vengono dalle fila della Lega Nord. Com’è lavorare con loro? «Se si pongono le questioni su un piano ideologico, si irrigidiscono e fanno le sparate che poi finiscono sui giornali», risponde don Beppe. L’atteggiamento cambia quando si passa alla pratica: «Lavorando nelle comunità si incontrano amministratori con cui si può ragionare, c’è la disponibilità a risolvere le questioni più delicate. Bisogna riconoscere che loro sono molto a contatto con la gente e se verificano che ci sono dei problemi, alla fine si trova una soluzione comune. In fondo noi rispondiamo alla fame di prevenzione che c’è sul territorio», osserva don Beppe.
Più complicati i rapporti con la Provincia, guidata dal leghista Attilio Schneck. «Gli stanziamenti per il sociale da parte dell’amministrazione provinciale sono minimi – afferma il presidente – così come spesso manca la disponibilità delle Unità socio-sanitarie locali, che sono costrette a delegare a causa delle difficoltà economiche». Con la giunta Zaia nessun contatto, per ora. «Abbiamo chiesto un incontro, sia prima sia dopo le elezioni. Ci hanno chiesto di avere pazienza. E noi ne abbiamo». Ma alla Zattera Blu non sembrano preoccupati dal cambio al vertice della regione. Il nuovo assessore ai servizi sociali è Remo Sarnagiotto, del Pdl. Ma per don Gobbo non ci saranno grossi scossoni: «è un moderato, si è già mostrato sensibile ai nostri temi».
Treviso: In Lega Caritas
Vista da Treviso la Lega appare bifronte. «Gli amministratori agiscono secondo due modalità – spiega don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina – da una parte, fanno le loro sparate contro gli immigrati e a noi tocca fare un richiamo ai valori della cristianità, dall’altra, su alcuni progetti sperimentiamo forme di collaborazione». Don Davide lavora nella città del sindaco-sceriffo Gentilini, guidata ora dal “segretario nazional” della Liga Veneta, Gian Paolo Gobbo. Il governatore Luca Zaia ha cominciato qui la sua carriera politica, è stato per sette anni presidente della provincia.
«Eppure, quando sono lontani dai riflettori, riescono ad andare oltre i proclami», dice Schiavon. «Se presi singolarmente, è possibile collaborare con assessori e tecnici del comune, in particolare su progetti per il recupero di adolescenti. Cerchiamo di togliere giovani dalla strada e facendo prevenzione pensiamo alla sicurezza». Su altri temi non sentono ragioni: «Quando si parla di casa o di lavoro, ad esempio – continua don Davide – i primi a essere colpiti sono gli immigrati, persone che sono qui da dieci o quindici anni, ma i leghisti insistono nel dare la priorità ai residenti».
Ma la Lega non è più quella di una volta: «è diventata accorta e furba – afferma Schiavon – Ha scelto una linea diversa e più diplomatica nei confronti della chiesa rispetto agli inizi. Ora si erge persino a baluardo della cristianità». Anche se non sono mancati i motivi di scontro. «Come quando abbiamo criticato la Provincia per i 20mila euro spesi per la nuova sede», ricorda il rappresentante della Caritas, in quel caso la risposta non era stata «morbida». Salvo poi tendere la mano in caso di necessità: «Spesso la Caritas viene utilizzata come soluzione magica, il coniglio tirato fuori dal cilindro quando la politica non ce la fa». Ora a Treviso il partito di Bossi controlla Comune, Provincia, Regione. Don Schiavon spiega così il successo: «I veneti amano la tranquillità, durante la campagna elettorale centrodestra e centrosinistra litigavano su temi lontani dalla gente. I leghisti mantenevano un atteggiamento più cauto, insistevano sulla sicurezza, questo viene apprezzato molto».
Verona: La tigre al guinzaglio
La Casa del Samaritano di Verona è un centro di accoglienza per senza fissa dimora. Nata nel 2006, ha 65 posti letto. «Il nostro obiettivo non è gestire un dormitorio ma creare uno spazio per il recupero sociale», spiega il direttore Michele Righetti. “Il Samaritano” opera nella città del sindaco Flavio Tosi, la prima cosa che fece appena eletto fu chiudere un campo rom. Di recente ha difeso le misure anti-immigrazione dettate dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Fino a qualche tempo fa Tosi aveva l’abitudine di portare una tigre al guinzaglio. Ma per Righetti il sindaco non è così feroce come appare.
«Quando siamo nati c’era la giunta di centrosinistra del sindaco Zanotto, ora c’è la Lega. Ma nell’atteggiamento nei nostri confronti non abbiamo notato grosse differenze, continua a esserci collaborazione con l’amministrazione – osserva il direttore – Tosi ha nominato un assessore ai servizi sociali molto sensibile al nostro lavoro». Si tratta di Stefano Bertacco, del Popolo della libertà, impegnato da più di vent’anni nel volontariato, secondo quanto racconta nel suo sito. «Con lui abbiamo concordato le attività per lo sviluppo della politica sociale, sulla realtà dei senza dimora si sono trovate soluzioni concrete», dice Righetti. Il direttore non sembra colpito neanche dal cambio alla guida della Regione: «Non abbiamo ancora avuto a che fare con Zaia, sospendiamo il giudizio, ma non abbiamo motivi di preoccupazione», dice.
La Casa di accoglienza veronese lavora col sostegno della Caritas Diocesana, con volontari e personale qualificato. Tutte le notti ospita donne e uomini di ogni provenienza. Ed è proprio il servizio sociale del Comune a «inviare» i senza tetto. E il lavoro continua di giorno, cercando di «reinserire» gli homeless e di farli «uscire dall’anonimato». «Sono consapevole dell’immagine che danno all’esterno i leghisti come il sindaco, ma i tecnici comunali lavorano con noi senza problemi – continua il responsabile del centro – noi della Caritas offriamo il nostro servizio, e dal punto di vista operativo non c’è nessun contrasto».



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