Perdere tempo con le province
Pubblicato: 09/06/2010 Archiviato in: Le parole degli altri, Politics | Tags: enti inutili, lega nord, Manovra, Pdl, Province, Province soppresse, Roberto Calderoli, Sel, tagli, Tremonti, Vercelli Lascia un commento »Ora il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli è soddisfatto, per lui il taglio delle province è
Un segnale importante che dimostra come la Lega abbia agito e agisca con buonsenso. Sono gli altri che devono chiarirsi le idee: avevano disegnato la Lega come lo strenuo difensore delle province, e invece abbiamo tenuto fermo il nostro atteggiamento confermando quelli che erano i nostri obiettivi.
Ma quali erano gli obiettivi del partito di Calderoli?
Nella precedente versione dei tagli rischiava la soppressione anche una provincia amministrata dalla Lega: Biella. La domanda sorgeva spontanea: arriverà un cavillo per salvarla? Tempo due settimane e si è trovato il modo. Nell’ultima versione è arrivato il subemendamento Lorenzin: per le aree con un territorio montano per almeno il 50% il limite è di 150mila. Chi si salva grazie alla Lorenzin? Rieti, per la gioia del presidente di centrosinistra; Verbano-Cusio-Ossola e Crotone, amministrate dal Pdl; Sondrio e Biella, entrambe a guida leghista.
Che cos’altro è cambiato rispetto alla versione precedente del taglio? La soglia si abbassa, da 220 mila a 2oo mila. Si salvano così Matera e Massa Carrara (Pd) e Ascoli (Pdl).
Una beffa per Vercelli. Nelle precedente versione evitava la soppressione, grazie al vincolo che teneva in vita chi confina con l’estero. Quella norma preservava anche Belluno (Lega), che con i suoi 217mila abitanti ora non ne ha più bisogno, e Sondrio, terra di Tremonti. Evidentemente ora non serve più neanche a loro, vista l’abbondante montagna valtellinese.
Le vittime dovrebbero essere: Vercelli (commissariata, dopo l’arresto del presidente ex An), Fermo (presidente di Sel), Vibo Valentia (Pd) e Isernia (Pdl).
Quella molisana rimane l’unica amministrazione vicina al governo a cadere. Come fare per non soccombere? A suo tempo una proposta l’aveva avanzata il presidente del Consiglio regionale Michele Picciano:
In Molise occorrono assolutamente due Province altrimenti i Collegi elettorali andrebbero a coincidere con quelli regionali.
E comunque l’uomo ovunque della Lega, Gianluca Buonanno, rassicura anche i vercellesi, di cui è stato vicepresidente:
Innanzitutto prima che questo iter parlamentare si concluda arriveremo a fine anno; poi, per l’applicazione, dovremo attendere i due anni previsti dal codice delle autonomie. Dunque un fatto è certo: nel 2011 si andrà a votare per il rinnovo dell’amministrazione provinciale che dovrà arrivare fino al termine della legislatura: 5 anni. Quindi Vercelli potrebbe rischiare di scomparire nel 2016. C’è tutto il tempo affinché le cose cambino, e anche radicalmente.
Fine legislatura. Se ha ragione Buonanno, per Isernia e Fermo c’è tempo fino al 2014, per Vibo fino al 2013.
Ma allora, se non si alza neanche una lira, perchè mettere la norma nella manovra?
Aggiornamento: QED
Quiz: Quante sono le province soppresse?
Pubblicato: 26/05/2010 Archiviato in: Politics | Tags: Abolizione, Casta, enti pubblici, lega nord, Manovra, Pdl, Province, Sondrio, soppresse, Tremonti 6 Commenti »Il Post riporta le diverse versioni. Repubblica dice nove (box a p. 7 e commento di Boeri a p.28). C’è solo la strada dice dieci. Repubblica esclude dalla lista Biella. Chissà perchè. I biellesi sono circa 187mila, non confinano con l’estero e non sono a statuto speciale. (Confinano con una regione a statuto speciale, ma non è proprio la stessa cosa). La Stampa dice quindici ma si riferisce ai dati del censimento 2001. Il Messaggero dice dieci. Però esclude sempre Biella e ci mette Vercelli, che a nord confina, per un lembo di terra con lo svizzero Canton Vallese. Quindi salvi anche loro per il «comma Sondrio», quello che garantisce lunga vita anche alla provincia che ha dato i natali a Tremonti, come avevamo già fatto notare ieri. Il Tempo dice nove (escludendo Asti). Che diventano cinque, causa accorpamenti, secondo l’opinione del presidente della provincia di Rieti. Cioè: Ascoli e Fermo di norma scomparirebbero entrambe, ma essendo limitrofe di due se ne farà una. Altri accorpamenti forse riguardano le regioni che diventerebbero “monoprovincia”, Come il Molise, se sparisse Isernia; la Basilicata, se diciamo addio a Matera, e la Calabria (che perdendone due potrebbe avere una grazia e passare così da cinque a quattro anzichè a tre).
Ricapitolando:
di norma srebbero tagliate in dieci: Asti, Matera, Ascoli, Massa-Carrara, Biella, Crotone, Vibo Valentia, Fermo, Rieti e Isernia
se consideriamo i generosi accorpamenti i più sfortunati sarebbero quelli di Asti, Massa Carrara, Biella, Vibo Valentia, Fermo e Rieti. Totale sei.
Qui il seguito
La beffa dell’abolizione delle province. Soppresse solo 10 su 110
Pubblicato: 25/05/2010 Archiviato in: Politics | Tags: Abolizione, Casta, Lega, Manovra, Pdl, Province, Statuto speciale, tagli, Tremonti 10 Commenti »Tagli, sacrifici per tutti. Anche per la casta. Così si dice. E finalmente aboliamo le province. Tutte? Proprio tutte tutte no, non esageriamo. Solo quelle sotto i 220mila abitanti. Quante sono? Su un totale di 110 province, comprese quelle di nuovo conio, sotto la fatidica soglia ce ne sono 24. Più di un quinto del totale. Sarebbe comunque una svolta epocale. Un superamento delle coriacee resistenze della Lega su questo tema. Si andrebbe dai più di 217mila abitanti della provincia di Asti ai neanche 60mila della neonata Ogliastra.
Però. Leggendo meglio l’annuncio del governo si apprende che dal computo vanno escluse “le province delle regioni a statuto speciale”. E vengono così risparmiate dalla scure Aosta, Gorizia, Enna e le neofite province sarde: Oristano, Nuoro, Olbia-Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra.
Ma non solo. Si salvano anche quelle che “confinano con stati esteri”. E allora avranno lunga vita anche a Belluno, Imperia, Sondrio, Vercelli e pure Verbano-Cusio-Ossola. Così possono tirare un sospiro di sollievo anche i concittadini del Ministro Tremonti (qualcuno già era in ansia). Sondrio a nord e a ovest confina con la Svizzera. Sia lodato il Cantone dei Grigioni.
Chi rimane? Le sfortunate sono Asti, Matera, Ascoli, Massa-Carrara, Biella, Crotone, Vibo Valentia, Fermo, Rieti e Isernia. Dieci su centodieci. E comunque la sparizione avverrebbe “a partire dalla prossima legislatura provinciale”. C’è ancora un po’ di tempo per sperare anche per loro. Le rimanenti cento province possono dormire sonni tranquilli.
Che poi, chissà perchè l’asticella è stata fissata a quota 220mila. Perché non arrotondare per difetto, ad esempio? Un po’ più in giù, a quota 200mila, si sarebbero salvate anche Asti, Matera, Ascoli e Massa-Carrara. Oppure, per eccesso, a 250mila abitanti, così si sarebbe data una sforbiciata anche a Terni, Rovigo, Grosseto, Campobasso e Lodi.
Lodi, appunto. Il primo a gioire della bizzarra soglia sarà proprio il 35enne Pietro Foroni, leghista presidente della provincia, che neanche un anno fa aveva strappato il lodigiano al centrosinistra. Amministra 225.253 cittadini, secondo i dati del Bilancio demografico mensile elaborato dall’Istituto nazionale di statistica sulla popolazione residente al 30 settembre 2009. Appena un filino sopra la fatidica quota 22o.
(A Lodi, facendo i conti con i dati dell’ultimo censimento 2001, già si preoccupavano. Anche se, a dire il vero, non è ancora chiaro quali numeri il governo vorrà prendere in considerazione. Anche a Terni, sono in agitazione: stando ai dati 2001 gli mancherebbero solo 124 abitanti. Una vera beffa. Nel 2009 però sarebbero sui 233mila, quindi tutti tranquilli. Certo, per ora sara il caso di mettere da parte il sogno della provincia Foligno-Spoleto-Valnerina che gli umbri covano da tempo).




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