La beffa dell’abolizione delle province. Soppresse solo 10 su 110

Tagli, sacrifici per tutti. Anche per la casta. Così si dice. E finalmente aboliamo le province. Tutte? Proprio tutte tutte no, non esageriamo. Solo quelle sotto i 220mila abitanti. Quante sono? Su un totale di 110 province, comprese quelle di nuovo conio, sotto la fatidica soglia ce ne sono 24. Più di un quinto del totale. Sarebbe comunque una svolta epocale. Un superamento delle coriacee resistenze della Lega su questo tema. Si andrebbe dai più di 217mila abitanti della provincia di Asti ai neanche 60mila della neonata Ogliastra.

Però. Leggendo meglio l’annuncio del governo si apprende che dal computo vanno escluse “le province delle regioni a statuto speciale”. E vengono così risparmiate dalla scure Aosta, Gorizia, Enna e le neofite province sarde: Oristano, Nuoro, Olbia-Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra.

Ma non solo. Si salvano anche quelle che “confinano con stati esteri”. E allora avranno lunga vita anche a Belluno, Imperia, Sondrio, Vercelli e pure Verbano-Cusio-Ossola. Così possono tirare un sospiro di sollievo anche i concittadini del Ministro Tremonti (qualcuno già era in ansia). Sondrio a nord e a ovest confina con la Svizzera. Sia lodato il Cantone dei Grigioni.

Chi rimane? Le sfortunate sono Asti, Matera, Ascoli, Massa-Carrara, Biella, Crotone, Vibo Valentia, Fermo, Rieti e Isernia. Dieci su centodieci. E comunque la sparizione avverrebbe “a partire dalla prossima legislatura provinciale”. C’è ancora un po’ di tempo per sperare anche per loro. Le rimanenti cento province possono dormire sonni tranquilli.

Che poi, chissà perchè l’asticella è stata fissata a quota 220mila. Perché non arrotondare per difetto, ad esempio? Un po’ più in giù, a quota 200mila, si sarebbero salvate anche Asti, Matera, Ascoli e Massa-Carrara. Oppure, per eccesso, a 250mila abitanti, così si sarebbe data una sforbiciata anche a Terni, Rovigo, Grosseto, Campobasso e Lodi.

Lodi, appunto. Il primo a gioire della bizzarra soglia sarà proprio il 35enne Pietro Foroni, leghista presidente della provincia, che neanche un anno fa aveva strappato il lodigiano al centrosinistra. Amministra 225.253 cittadini, secondo i dati del Bilancio demografico mensile elaborato dall’Istituto nazionale di statistica sulla popolazione residente al 30 settembre 2009. Appena un filino sopra la fatidica quota 22o.

(A Lodi, facendo i conti con i dati dell’ultimo censimento 2001, già si preoccupavano. Anche se, a dire il vero, non è ancora chiaro quali numeri il governo vorrà prendere in considerazione. Anche a Terni, sono in agitazione: stando ai dati 2001 gli mancherebbero solo 124 abitanti. Una vera beffa. Nel 2009 però sarebbero sui 233mila, quindi tutti tranquilli. Certo, per ora sara il caso di mettere da parte il sogno della provincia Foligno-Spoleto-Valnerina che gli umbri covano da tempo).

Segue qui, qui e pure qui

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10 commenti on “La beffa dell’abolizione delle province. Soppresse solo 10 su 110”

  1. Fernando De Santis ha detto:

    io credo che le provicie siano indispensabili in Italia e soprattutto dove il territorio è disseminato di piccoli comuni che spesso non hanno nemmeno un numero sufficiente di impiegati; questi teritori, anche di vaste dimensioni, hanno bisogno di coordinamento e vicinanza della politica, per una serie di motivi che solo vivebdoci possono essere compresi completamente; il fatto stà invece nel costo della politica, le provincie se amministrate con buon senso e eliminando privilegi e sprechi costano di meno e di gran lunga di molti enti ed istituzioni inutili come i consorzi le comunità montane (tutte), ecc. . SI COMINCI DA QUI ( privilegi, enti inutili,verifica e responsbilità personali su come si spendono i soldi pubblici……..) …………….
    Fernando De Santis

  2. Tooby ha detto:

    Come ho appena scritto da me, tagli del genere sono basati su ragioni geopolitiche e non su regioni economiche.

    In questo modo i destrorsi potranno dire che hanno abolito le province, anche se, alla fine, non lo faranno. Prima della scadenza delle amministrazioni provinciali c’è tempo. Magari oltre il 2013.

    La propaganda del regime avrà qualcosa di cui parlare per nascondere i tagli di macelleria sociale che stanno per arrivare. Tremonti non è Robin Hood. E nemmeno Padoa-Schioppa.

  3. […] Il Post riporta le diverse versioni. Repubblica dice nove (box a p. 7 e commento di Boeri a p.28). C’è solo la strada dice dieci. Repubblica esclude dalla lista Biella. Chissà perchè. I biellesi sono circa 187mila, non […]

  4. […] Il comma sottosegretaria, il piano Keller, il Molisannio e il Marcuzzo Pubblicato in Politics da Antonio S. il 26/05/2010 Ancora sui tagli alle province […]

  5. […] La beffa dell’abolizione delle province. Soppresse solo 10 su 110 Tagli, sacrifici per tutti. Anche per la casta. Così si dice. E finalmente aboliamo le province. Tutte? Proprio tutte […] […]

  6. ale ha detto:

    anche biella confina con la svizzera

  7. Fabio ha detto:

    Ma chi ha scritto l’articolo non sa che Aosta non è una provincia in Valle d’Aosta l’ente regione svolge anche tutti i compiti della provincia. Non si potrebbe abolire la regione valle d’aosta visto che la prevede la costituzione.

  8. […] eravamo rimasti? Nella precedente versione dei tagli rischiava la soppressione anche una provincia amministrata dalla Lega: Biella. La domanda […]

  9. leo ha detto:

    A pre scindere da ide destrose o sinistroidi …..le province sono un ente che adava eliminato con la creazione delle regioni, le province ora mai sono solo più un doppione che fa perder tempo, lo dico per esperienza su permessi per un contributi e per 2 lavori in 3 mesi ho avuto il parere della regione e per le stesse ragioni in vece sto ancora aspttando da un anno e mezzo il parere della provincia ……….???????? a che serve allora
    ???io penso solo a dar poltrone !!!!! a voi lardua sentenza


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