Log-out e Lev-in

Nel finesettimana ci prendiamo una vacanza dai temi abituali.
Primavera, tempo di turbamenti amorosi. I lettori più sensibili patiscono.
 

Lettera n. 1 (dal Venerdì, 28 maggio 2010, p. 148)

Ho 47 anni, nel 2oo7 incontro lei, quarantenne abbandonata da un marito crudele. mi innamoro della sua malinconia, la curo, la diverto, la coccolo, l’amo a suo dire, come nessun altro. Dopo nemmeno quattro mesi si stabilisce a casa mia, mi piace avere le sue cose per casa (…) Dopo un anno di convivenza noto con sempre maggior frequenza nei confronti di altri uomini, modi sempe più seduttivi, ma lei mi tranquillizza.
La amo, mi fido, cominciamo a fare dei progetti, anche di matrimonio. una sera mi dice che una sua amica ha dei seri problemi di famiglia e che andrà qualche giorno da lei (…). Comincio ad avere dei dubbi e l’epilogo è surreale. Nella posta elettronica trovo una mail di mio fratello: “Non mi è mai piaciuta quella donna, è una zoccola (…)”. Allegate ci sono delle foto che lei ha loggato su facebook. Di lei e un altro che si baciano davanti a un locale.
(…) Sono passati otto mesi e chiaramente non è più tornata, assodato che sono un povero fesso (…), mi chiedo, può la volubilità dei sentimenti giustificare un simile comportamento?

Persico 83

Risponde il nostro collaboratore Dario Pisapia:
Caro Persico, e cosi lei “ha loggato” delle foto su facebook. Loggato. Si dice “taggato”. Le parole sono importanti. Quando una persona mette un cartello col suo nome su una foto in cui limona con un altro, si tagga. Quando entri nel tuo account fai il log-in. Vedo però che la confusione lessicale regna in famiglia, un chiarimento anche per tuo fratello. Quando qualcuna fa il log out dalla tua vita  non si dice “zoccola” ma “donna libera”.

Lettera n. 2 (da Repubblica, 23 maggio 2010, p. 32)

(…) Avrei voglia anch’io di vivere, e senza di te non solo immalinconisco, ma mi sento malissimo, anche se è naturale che succeda, ma quel che è peggio è che non sono più un uomo vivo, che mi sento come morto. E’ troppo tempo ormai che ti amo a distanza e ciò alla fine è sciocco. Addio, mia cara, tesoro mio.

Lev Nikolaevič Tolstoj, Mosca

Risponde il nostro collaboratore Dario Pisapia:
Caro Lev Nikolaevič, innazitutto scusami se ho tagliato la tua lettera, ma vedo che hai una certa tendenza alla prolissità.
Credo che tu abbia un problema in comune col lettore precedente: facebook. Ho visto la tua pagina. Vedo che aggiorni sempre il tuo status con frasi ad effetto, sei fan di Kutuzov e di Anziani che mentre passi per il loro paese ti fissano con aria di sfida, ti seguono 25.641 amici. Però ti immalinconisci. Non voglio farti la predica, ma devo ricordarti che Facebook non è la vita reale. Se qualcuno ti aggiunge non vuol dire che sia tuo amico davvero. Quanto tempo passi in chat? Forse e ora di staccare e di uscire un po’ di più. Nell’ultimo numero di Internazionale c’è un articolo sui giovani moscoviti: internet sì, ma anche “soldi e sesso”. Prendi esempio. Buon weekend.

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