La casa calda e il ventre sazio

Cari giovani democratici e care giovani democratiche, dite che il concetto «non rientra nel nostro pensare politico» e fate «fatica ad accettarlo» perchè «questo trapassato non ha noi come destinatari».
Lui la pensava così. Ma forse era un po’ vecchio.

Cari compagni,
sì, compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino cum panis che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.
È molto più bello «compagni» che «camerata» come si nominano coloro che frequentano lo stesso luogo per dormire, e anche di «commilitone» che sono i compagni d’arme.
Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere.
Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione.
All’erta Compagni! Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza.
Meditiamo su quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite.
Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo, ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei diritti fondamentali della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Vi giunga il mio saluto, Compagni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e Resistenza sempre.

Vostro,
Mario Rigoni Stern

(Lettera inviata al congresso regionale dell’Anpi Veneto nel 2007)

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2 commenti on “La casa calda e il ventre sazio”

  1. […] Decreto Ronchi. (Tra i simpatizzanti ci sono anche alcuni di quelli che non amano essere definiti «compagni», ad esempio Stefano Ceccanti e il giovane Luca Candiano. Una […]

  2. […] quando sono arrivato ce n’erano un po’ meno). Monguzzi chiama tutti «Compagne e compagni», qui nessuno si offende. I fioroniani non si spingono ad Affori. La discussione è andata avanti […]


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