Primarie a Milano. Scuola: Che cosa hanno detto ieri Boeri e Pisapia.

I due sembrano abbastanza sulla stessa linea. Però se entrambi hanno segnalato la loro posizione su due temi caldi forse è il segnale che la campagna elettorale è davvero incominciata. Onida tace.
Ieri mattina Stefano Boeri è arrivato in via Ripamonti dove era in corso un presidio dei precari della scuola davanti all’Ufficio scolastico regionale. Ha detto:

ll fatto che i precari sono qui ci segnala che la scuola non funziona. La mia presenza qui è per dire che per me la scuola è l’elemento fondamentale della vita sociale della città, la prima vera infrastruttura sociale di una città.

La presenza dei precari è una stampella necessaria che però, sappiamo bene, ha degli aspetti negativi, innanzitutto sul non riconoscimento di persone che si impegnano nella scuola da anni. Ha degli effetti negativi sulle famiglie, che non hanno continuità didattica.
Quando parliamo di infrastrutture per Milano parliamo della Pedemontana, della rete dei viadotti, delle metropolitane. Ma è la scuola la prima vera infrastruttura.
Io credo che un’amministrazione seria debba avere la scuola come prima dimensione di vita da guardare con attenzione. Io sarò presente qui come sarò presente davanti agli asili nido e alle scuole per cercare di capire come funziona il problema della scuola dell’obbligo, per non parlare delle scuole civiche chiuse. Magari anche facendo qualche svincolo in meno, qualche viadotto in meno.

Proprio sulle scuole civiche (se non ricordate di che cosa si tratta, c’è un servizio video realizzato qualche mese fa con Goffredo d’Onofrio sull’argomento) è intervenuto anche Giuliano Pisapia:

In un Paese civile non si dovrebbe permettere che una giunta comunale, ignorando le leggi dello Stato e le sentenze di un Tribunale amministrativo, possa negare ai lavoratori il diritto allo studio. Le scuole civiche sono nate come espressione della Milano riformista, e restano una risorsa importante per la crescita culturale della nostra comunità.

É necessario che le scuole civiche riaprano i battenti e che diventino uno strumento fondamentale, anche per affrontare concretamente e seriamente il tema dell’integrazione. Per riuscire a stare al passo con la società interculturale nella quale viviamo, queste scuole devono essere un luogo di istruzione, formazione qualificata ed educazione civica, per giovani, lavoratori disoccupati o in cassa integrazione, immigrati. La frequentazione e il titolo conseguito presso le Civiche devono poter costituire un “bonus” per varie iniziative comunali, graduatorie comunali comprese.

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