Primarie a Milano. Rom: Che cosa hanno detto Boeri e Onida

In tribunale si incontra un sacco di gente. si incontrano persino i due candidati Stefano Boeri e Valerio Onida. Erano lì per motivi diversi. L’architetto incontrava la presidente Livia Pomodoro (di cui si era parlato anche come possibile candidata sindaca). Il costituzionalista, in qualità di difensore dei rom per la Open Society di George Soros, prendeva parte  alla causa con cui diverse associazioni assieme agli avvocati di 11 nomadi hanno chiesto ai giudici di fare esprimere la Corte europea di giustizia del Lussemburgo su una presunta violazione della normativa sulla discriminazione etnica per il censimento dei nomadi voluto dal ministro dell’Interno Maroni nel 2008. «Una stretta di mano e due veloci e cordiali chiacchiere», dicono le agenzie, nonostante le divisioni sull’appoggio del Pd.

Ma come la pensano i due sui nomadi? Non proprio nello stesso modo. Onida è stato netto:

Gli sgomberi sono cose impensabili in una società civile, basta un pò di comprendonio per capirlo e il minimo standard di civiltà.

E ha risposto alle accuse di «fare un regalo alla Moratti»:

Non è un regalo. Io sto seguendo una tesi di cui sono assolutamente convinto. Non si può infatti sgomberare delle persone senza dargli alternative.
In certi casi qua a Milano hanno buttato fuori anche dei bambini

Il giurista si è guadagnato così l’immancabile replica di De Corato: «Imbarazzante, strilla», dice.
Per Boeri invece la priorità è «smussare i toni» e parla anche di «rimpatri volontari»:

Quello dei rom è un tema importante, che va affrontato guardando in faccia alle situazioni: si tratta di famiglie con cui va impostato un discorso che può essere quello dell’affidamento delle case, del rimpatrio volontario, dell’insegnamento ai bambini.

Non sono rinunciabili né l’assoluta non discriminazione, né l’assoluto rispetto della legalità. Quindi nessun privilegio per nessuno: le graduatorie dell’Aler devono rimanere come sono.

Questa maggioranza non sa affrontare concretamente i problemi di Milano. Bisogna invece agire caso per caso, evitando sia la discriminazione etnica, sia ogni forma di illegalità o privilegio.

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