Primarie a Milano. L’Italia dei valori si chiama fuori. Ma anche dentro

«Primarie, l’Italia dei valori non ci sta “Non sosterremo nessuno dei tre”». «L’Idv sulle primarie “Non partecipiamo”». Così titolano i giornali di oggi, riprendendo le dichiarazioni del coordinatore Giulio Cavalli, l’attore finito sotto scorta per i suoi spettacoli di denuncia contro la mafia, eletto consigliere regionale alle ultime elezioni.

Cavalli oggi però ha chiarito la posizione del partito dal suo blog:

L’Idv a Milano non “molla le primarie” né “si chiama fuori” ma, più semplicemente, lascerà ai cittadini l’onere e l’onore di essere il motore di questo percorso (e quindi lascerà ai propri iscritti il diritto ed il dovere di votare ognuno con la propria convinzione ) continuando a fare il “partito” sui temi, sui punti irrinunciabili e le proposte. Perché la cottura di un programma e della “famiglia” oggi è una speranza, un disegno e non deve essere strategia. Ed è grossolano e svilente pensare che uscito il candidato ci si sieda per cercarsi di aggiustare: quanto potremmo piacerci (noi al candidato e il candidato a noi) si annuserà cammin facendo e ascoltando quanto parleremo la stessa lingua. Tutto il resto sono stanzette dove quattro dirigenti di partito aggiustano il tiro. E questo proprio non ci interessa.

Allora se capisco bene, il partito di Di Pietro lascia agli iscritti libertà di voto. E ciò è sacrosanto ed è pure un bel gesto. Cosa voterebbero gli elettori dipietrisiti il 14 novembre? Si immagina che nutrano molte simpatie per Onida; un po’ meno per Pisapia – l’avvocato è troppo garantista per i gusti dell’Idv -; nessuna simpatia per Boeri, macchiatosi del peccato originale di avere in un qualche modo lavorato per Ligresti.

Cavalli dice che sarebbe «grossolano e svilente pensare che uscito il candidato ci si sieda per cercarsi di aggiustare». L’attore è in politica da pochi mesi ma già usa un linguaggio da addetto ai lavori. Tradotto potrebbe voler dire: se Boeri vince le primarie non lo sosteniamo neanche se viene giù la madonnina. Dunque, ora votiamo (probabilmente Onida) se vince siamo contenti, se no ci chiamiamo fuori.

A quel punto qualcuno avanza l’ipotesi che l’Italia dei Valori presenti un suo candidato: forse lo stesso Giulio Cavalli. E alle comunali di marzo la Moratti sommersa dal Seveso potrebbe trovare l’insperato soccorso di una nuova brillante divisione a sinistra. Per usare le parole di Cavalli, una mossa davvero «spiazzante».

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One Comment on “Primarie a Milano. L’Italia dei valori si chiama fuori. Ma anche dentro”

  1. […] e Pisapia, oggi favoriti. In particolare degli elettori dell’Italia dei Valori, dopo che ieri il coordinatore Giulio Cavalli ha dichiarato che il partito non sosterrà ufficialmente nessuno dei […]


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