Primarie a Milano: Lettera a chi non vuol votare

Elettore milanese di centrosinistra, non sai che cosa fare domani? Sei rassegnato? Non sei solo. Consiglio allora di leggere l’ appello al voto di Silvano (via facebook).

Ho scoperto che due cari amici che la pensano da sempre come non vogliono andare domenica a votare alle primarie. In sostanza l’argomento è “nessuno dei tre candidati ci va bene”. La cosa mi ha lasciato stupefatto. Ho provato a mettere nero su bianco il perché.

Carissimi,
mi scuso per il tono brusco dei miei Sms. Ma trovo INCONCEPIBILE che due persone come voi non vadano a votare alle primarie. È stato un fulmine a ciel sereno. Ora, mi auguro che la sintesi dei giudizi sui candidati mandatami via Sms sia legata proprio al fatto che via Sms uno non può che essere superficiale e magari sintetizzare in maniera paradossale concetti più ampi.
Ma non sono affatto d’accordo sulla sintesi: l’avvocato con la Clarks, l’archifighetto, il prof stimabile ma inadatto. Si tratta di aspetti così superficiali, rispetto al quadro vero, che mi rifiuto di pensare che rappresentino, anche in minima parte, il vostro reale pensiero.
Perché invece io penso esattamente il contrario, dato che sono convinto che a Milano si sia compiuto un piccolo miracolo. La sinistra si è risvegliata e ha messo in campo tre personalità di eccellenza. A leggere il loro programmi si rimane quasi stupiti, nel vedere che dentro c’è un modello di città, un’idea di futuro che sinora non si era mai nemmeno intravista. Se io votassi a Milano, per la prima volta in vita mia non mi troverei a votare il meno peggio, ma avrei difficoltà a decidermi su chi davvero possa essere il meglio.
Milano ha dimostrato di essere un laboratorio per la sinistra, e che cazzo. Siamo sempre a lamentarci che il Pd è vecchio, non ha identità, non ha ricambio generazionale. Qui a Milano abbiamo un segretario regionale, uno cittadino, un capogruppo in consiglio comunale, un coordinatore dei circoli che SONO tutti sotto i 40! E che hanno messo in campo un candidato della società civile, un professionista competente (non mi tirate fuori la storia di Ligresti, perché Boeri ha già risposto in maniera esauriente sulla questione). Il PD ha scelto un candidato (e questa è già una notizia) e lasciato spazio ad altre candidature. E mi pare che si sia saputa costruire un’identità precisa attraverso l’idea di Milano che si è messa in campo nei programmi. Ho ascoltato confronti, dibattiti, ho letto i programmi, ho letto interviste. Per la prima volta ho pensato: se Milano diventasse quella roba lì, attraverso la realizzazione di quei programmi, in fondo potrei anche pensare di tornarci a vivere. E vi pare poco per un partito eternamente dilaniato, eternamente incagliato sul MA ANCHE come il Pd?
Ma aggiungo una cosa che per  me è fondamentale. Ok, non vi vanno bene i candidati (anche se dopo aver letto i programmi non posso credere che non vi riconosciate almeno al 60% in uno di essi, non posso davvero crederlo, a meno di non conoscervi davvero come credo)? Pazienza. Sarebbe giusto andare a votare comunque e scegliere il meno peggio. Perché le primarie hanno anche un significato diverso da quello della semplice “gara” tra tre candidati (in realtà sono quattro, c’è anche Sacerdoti…). Hanno un significato politico, di partecipazione DEMOCRATICA: noi siamo quella roba lì, siamo un popolo che sceglie, partecipa, fa le cose alla luce del sole, è un partito DEMOCRATICO. Se andranno a votare TANTE persone sarà una vittoria, significherà che l’esperimento del PD è vivo, che da questa città (la città del berlusconismo) può partire anche una riscossa per l’intero paese. Se andranno a votare tante persone il candidato che uscirà vincente avrà un grande capitale da giocarsi alle elezioni, ci arriverà da una posizione di forza, sarà più legittimato a livello simbolico, avrà più chance per distinguersi dalla Moratti e dai metodi degli altri. Sarà in grado di distinguersi, anche agli occhi di quell’opinione pubblica distratta e qualunquista che decide all’ultimo chi votare e su cui dobbiamo puntare, per avere qualche chance.
Come fate a non capirlo? Come fate a non capire che ci stiamo giocando il futuro dei nostri figli? Che in questo declino generale bisogna dare fiducia, con atti concreti, anche minimi, a chi ci prova? Che è doveroso andare, per senso civico, prima che per senso di appartenenza)? Che in questo benedetto paese è fondamentale AGIRE e non stare sempre a leggersi i giornali, scuotendo la testa e pensando dentro di sè che tutto fa schifo, facendo, come massimo di fatica, quella di inumidire il dito per girare pagina. Ci sono migliaia di persone, di volontari, di attivisti, che si stanno facendo il culo per organizzare questa cosa. Sono, nella stragrande maggioranza, persone perbene, che ci credono, che credono nel cambiamento, pochi sono quelli che lo fanno per chi sa quale tornaconto.  Magari sono degli illusi. Però meritano rispetto. Almeno per rispetto a loro, alla loro dedizione, bisognerebbe andare.

Mi arrabbio perché vi voglio bene
Silvano

Per sapere chi dove come quando si vota qui ci sono tutte le informazioni necessarie.

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