Semplice, ambiziosa, studiosa

Il consigliere – pardon, consiliere – regionale Nicole Minetti. Con parole sue. Intervista tratta dal suo sito, con update.

Si è scritto tanto su di lei. Ma pochi l’hanno conosciuta davvero. Che sia una ragazza semplice e generosa lo si capisce subito dai tratti del suo viso. Che sia un mix di sangue caliente della Romagna (terra natia) e di self control britannico (terra natia dei genitori) lo si evince fin dalle prime battute, rapide e precise.
Andiamo a vedere chi è davvero Nicole Minetti
Una ragazza semplice, ambiziosa, studiosa.
Si pensa a lei solo come a una bella ragazza
Beh, è un complimento, non credo sia un limite. Un limite sarebbe non conoscersi.
Sembra un richiamo a Socrate e al suo monito: “Conosci te stesso”. Che studi ha fatto?
Maturità classica e poi laurea in igiene dentale al San Raffaele a Milano con 110 e lode.

«Amò, ma è serio che alla Fico ha regalato la casa? Amò, se è vero ti giuro che scateno l’inferno!»

Ecco prima di parlare del suo attuale traguardo, l’elezione in Consiglio regionale, mi racconti in breve chi è stata Nicole finora.
Una persona che fino ai diciotto anni ha vissuto la sua adolescenza nella spensieratezza pura, in tranquillità. Posso dire che ho vissuto la giovinezza a 360 gradi. Scuola, discoteca, primi amori. Non ho mai avuto restrizioni particolari dalla mia famiglia e questo mi ha responsabilizzato molto, perché ti senti libera di fare delle scelte nella consapevolezza che potrai sbagliare. Ma sbagliare serve nella vita, ti forma.

«Cioè io  per la prima volta ho realizzato che lui (Berlusconi) non mi ha dato quel ruolo perché pensava che io fossi idonea e adatta, mi ha dato quel ruolo perché in quel momento è la prima cosa che gli è venuta in mente. Se non ci fossi stata io, ma ci fosse stata un’altra, l’avrebbe dato a un’altra»

E così dopo la maturità decide di trasferirsi a Milano, perché?
Perché Milano rappresenta tutto: è la città italiana che più di ogni altra incarna la voglia di fare, la sfida con sé stessi. A Milano se sei in gamba ce la fai.
Non è facile lasciare la propria terra e la propria famiglia.
Qui emerge il mio aspetto politico e mi sento di rappresentare tanti che vengono a studiare a Milano da ogni parte d’Italia. Certo che è difficile lasciare la propria casa, i propri amici, la propria città. Ma – come dicevo prima – arriva un punto nella vita in cui devi scegliere se continuare a fare Peter Pan o se vuoi assumerti delle responsabilità. Poi ho la fortuna di avere una gran bella famiglia in cui c’è dialogo su tutto, c’è sostegno sempre. Oggi non sarei quello che sono senza di loro. Questa è la Nicole privata se vogliamo dare una definizione.
Ma come nasce in questo quadro la passione per la politica?
Non mi chieda come o perché, ma dentro di me ho sempre saputo che avrei percorso questa strada nella mia vita.

«A lui gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice “bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato”»

Va bene, ma c’è un’occasione che ha permesso a questa energia di sprigionarsi?
La tradizione familiare.
Si spieghi meglio
Sono cresciuta in una famiglia dove, dalla nonna al padre, sorella, tutti – ma proprio tutti – avevano e hanno un’adorazione per Silvio Berlusconi. Poi però c’è un fatto.

«L’uomo sta invecchiando ma a me non frega niente. Si sta comportando da pezzo di merda. Mi ha tirato nei festini… io sono una brava persona, al massimo faccio contravvenzioni, ma non arrivavo a commettere reati»

Quale?
Sono riuscita a superare i test d’ingresso al San Raffaele, un mondo che Berlusconi ha contribuito a creare. Lì ho sperimentato nella quotidianità che cosa sia l’organizzazione, l’efficienza, ma anche e soprattutto la cura, l’attenzione per la persona.

«Quando si cagherà adosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi. Adesso fa finta di non ricevere chiamate»

Faccia un invito a quelli della sua età
Volentieri. Primo: procrastinare mai, mai perdere tempo. Due: essere determinati e credere in ciò che si fa sempre, nonostante tutto e tutti. I giovani sono la classe dirigente futura, bisogna parlare di più a loro. Spesso si parla di loro, ma nessuno – a parte uno – li coinvolge.
In quell’uno, chissà perché, leggo un nome e cognome: Silvio Berlusconi. Chi è per lei?
L’unico punto di riferimento nello scenario politico.

«Stasera saremo poche. Lui ha detto che è successo un casino perché ‘sta stronza di Ruby ha detto delle cose e ci sta sputtanando»

L’unico?
Sì, senza dubbio. È l’unico che dà spazio davvero ai giovani. Gli altri parlano, ma poi non si fidano. Ci sono certi che urlano nelle piazze dicendo che alle prossime elezioni candideranno tanti ragazzi. A me sembra – mi corregga se sbaglio – che io abbia 25 anni e sia consigliere regionale della Lombardia, che la Gelmini, la Carfagna, la Meloni, Alfano, siano diventati ministri giovanissimi. Sa che vuol dire?
È lei che fa politica. Io mi limito alle domande. Ce lo spieghi.
Berlusconi è come quel padre che non ha paura di essere superato dai figli, ma dà loro fiducia e trasmette loro tutto ciò che sa, perché sappiano essere nella vita più bravi di lui. La sfido a trovare un altro leader che faccia questo, un altro leader così aperto e di vedute così ampie.

«Non me ne fotte un c… se lui è il presidente del Consiglio o, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di m… pur di salvare il suo culo flaccido»

Molto chiara. Quali sono ora i suoi obiettivi?
Innanzitutto conoscere e capire fino in fondo la macchina politica e di governo. E stare fra la gente per risolvere i problemi, per percepirne i bisogni, per aiutare insomma a costruire un mondo migliore.
A proposito come si immagina Nicole Minetti nel futuro?

Sicuramente sarò moglie e mamma. La famiglia è la base di partenza per tutto nella vita. Senza non si va da nessuna parte.

«Io do le dimissioni. Sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco. Ma a me cioè non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa»

Quindi ci saranno dei figli?
Certo. Ho già un nipotino, Alessandro di due anni. È la gioia più grande di tutta la mia famiglia.

«Qua la cosa si fa grossa. Io non ci penso neanche, sono nella merda seria più di tutti quanti»



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2 commenti on “Semplice, ambiziosa, studiosa”

  1. ga ha detto:

    stamattina mentre leggevo gli ultimi sms della minetti ho sentito come una sensazione strana.. come te la spiego.. vicino alla pietà per lei. lo confesso, me ne vergogno, ma è accaduto, più o meno tra lanza e cadorna, credo, sulla metro verde. Pietà. non so, sarà dovuto alla mia educazione cattolica che a volte prende il sopravvento, sarà che l’ho sentita vicina, stessa età, stesso.. [cos’altro c’era che ci accomunava?].. ah sì, stesso impegno negli studi, stessa idea di trasferirsi a milano perchè a milano se sei in gamba ce la fai.. eh.. eggià. comunque poi ho fatto colazione e m’è un po’ passata, davvero.


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