Primarie a Napoli: Lost in Secondigliano

Napoli, vista dall'alto (Paolo Nespoli)

Secondigliano è a due passi da Scampia, periferia Nord di Napoli. È uno dei quartieri in cui la scolarizzazione è ai livelli più bassi, la disoccupazione ha le percentuali più alte e la criminalità organizzata è più presente. Le primarie per il sindaco del capoluogo campano si sono impantanate proprio qui. Nella settima municipalità, quella che comprende anche Miano e San Pietro a Paterno. In questi seggi il vincitore contestato, Andrea Cozzolino ha staccato di duemila voti il rivale Umberto Ranieri, il candidato ufficiale dei democratici, che alla fine è risultato staccato di 1200 preferenze. Due settimane dopo la consultazione del 23 gennaio è tutto bloccato. Oggi Linkiesta si chiede che fine abbiano fatto i 45mila euro versati dagli elettori di centrosinistra.

Se si parla con i segretari dei circoli Pd delle zone al centro della polemica non ci sono dubbi: Cozzolino ha vinto perchè radicato nel territorio, non ci sono stati brogli, i dati delle ultime primarie sono simili a quelli delle precedenti. «Ranieri è nato qui, ma negli ultimi quindici anni non si è mai fatto vedere», dice ad esempio Pasquale Esposito, trentenne segretario del circolo Pd del quartiere. Così ora, con la sospensione del risultato, il sentimento più diffuso tra i militanti sembra essere la sfiducia. Lo dice persino Nanà, al secolo Anna Brandi, 68 anni, da tre decenni militante di sinistra: «Ci hanno offesi, chiamati camorristi. Mi hanno deluso, non so se voterò ancora Pd». A suscitare le polemiche sono stati soprattutto i numeri dell’affluenza, che hanno spinto il partito a parlare di brogli e a mandare un commissario, il ligure Andrea Orlando. Ma per Mario Reflettivo, segretario del circolo di Miano  non c’è stato nulla di strano: «Anche alle precedenti primarie hanno partecipato in tanti. Non capisco perché questi voti prima andavano bene e ora sono diventati un problema».

Anche i famigerati cinesi a sentir loro non sono un’anomalia. «Ai seggi ho visto file di orientali, qualcosa non va», aveva detto l’ex segretario Walter Veltroni. «Ma qui i cinesi che hanno votato sono solo trentadue su 45mila votanti. Non si può proprio dire che siano stati decisivi», replica Esposito. E poi «Sono stati certamente meno del miliardo e trecentomila che avrebbe consentito il nostro statuto», come ha ferocemente commentato Massimo D’Alema.

Sulla carta la soluzone sarebbe semplice. «Se ci sono stati dei brogli Cozzolino non può essere il candidato, se non ci sono stati brogli Cozzolino è il candidato», dice Francesco Nicodemo, giovane consigliere comunale, rottamatore Pd. Ma l’arrivo del commissario Orlando sta lì a dimostrare che a Napoli tertium datur. L’obiettivo è trovare un candidato che metta d’accordo tutti, persuadere i due contendenti alla necessità di un passo indietro e magari, già che ci siamo, «ridiscutere lo strumento delle primarie». Ma Cozzolino per ora non sembra voler mollare. «Il rischio è che si vada spaccati alle elezioni e si consegni la città a Nicola Cosentino», dice Nicodemo. Il sindaco uscente Rosa Russo Iervolino si è limitata a recitare la preghiera di pentecoste in latino durante una cerimonia pubblica. Ha aggiunto soltanto: «Signore, illuminali».

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One Comment on “Primarie a Napoli: Lost in Secondigliano”

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