links for 2011-02-16

  • Franco Cordero, La Repubblica:
    «Emergono interni d'una Maison Tellier con demoiselles, maîtresse, lenoni, ma Guy de Maupassant la evoca decorosa, seria, pulita, senza annessi al malaffare politico. Qui regnano atmosfere cupe. Non è chiaro dove stia il sopruso: sono due reati perseguibili d'ufficio; essendo obbligatoria l'azione, la Procura doveva muoversi; perciò nelle fantasie berlusconiane il pubblico ministero sta agli ordini del governo; e fosse così, la Maison fiorirebbe rigogliosa. Non tiri in ballo l'ordigno inquisitorio». 
  • Luigi Ferrarella:
    «Anni di cinematografica retorica sulla «pistola fumante» hanno infatti (dis)educato alla balzana idea che le uniche prove spendibili nei processi, e «legittimate» a fondare una condanna agli occhi dell'opinione pubblica, siano ormai soltanto o la foto del reo nell'istante esatto in cui delinque o la sua confessione dal notaio. E invece tutti i giorni nei Tribunali sentenze di condanna anche pesanti si basano su processi indiziari, nei quali il ragionamento di una prova logica, che collega dati di fatto acquisiti in maniera certa, può finire per essere persino più difficile da smontare di una favoleggiata foto più o meno «desnuda».
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