I sottosegretari: letture consigliate

  • Filippo Milone, Sottosegretario alla Difesa.

Già presidente della Grassetto di Ligresti, uomo chiave del potere siculo-milanese sull’asse Ligresti-La Russa, implorava Finmeccanica di versare soldi, Il fatto quotidiano, 22 novembre 2011

  • Carlo Malinconico, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, delega all’Editoria. Presidente Fieg (Federazione italiana degli editori).

Il giovane Anemone rendeva felice anche Carlo Malinconico, in quel momento segretario generale alla presidenza del Consiglio e poi presidente della Fieg. “Su richiesta di Angelo Balducci l’imprenditore contribuiva all’organizzazione e pagamento di più soggiorni vacanza presso l’hotel “Il Pellicano” di Porto Santo Stefano”. Naturalmente Malinconico non deve pagare un euro: “Mi raccomando, non è che si distraggono e gli fanno il conto” (Repubblica, 11 febbraio 2010)

  • Il giovane Michel Martone, viceministro al Lavoro e alle politiche sociali. Professore ordinario di diritto del lavoro all’Università di Teramo, incaricato alla Luiss, e molto altro.  Figlio di Antonio Martone, presidente della Commissione per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle Amministrazioni pubbliche (Civit), ovvero dell’Autorità indipendente preposta anche a funzioni di garanzia del corretto funzionamento dell’intera Funzione pubblica. Una consulenza allo stesso ministero della Funzione Pubblica (ministro Brunetta) viene pagata a Michel Martone 40mila euro. In un’interrogazione parlamentare i senatori Ichino, Zanda e Morando si chiedevano

preliminarmente, se il ministro non ritenga gravemente inopportuna la stipulazione da parte del suo Dicastero di un contratto di questo genere con un parente stretto del presidente di un organismo il quale dovrebbe caratterizzarsi per l’assoluta indipendenza rispetto al Governo;
– nel merito, se il ministro non ritenga gravemente inopportuno lo stanziamento di 40.000 euro per una consulenza su di un tema di nessuna urgenza e di poco apprezzabile rilievo quale quello dei problemi giuridici della digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche di Paesi terzi (…)
– in quali documenti si sia concretata fino a oggi la consulenza in questione.

  • Filippo Patroni Griffi, ministro alla Funzione Pubblica

magistrato e consigliere di Stato, è stato capo dell’ufficio legislativo dei ministri per la funzione pubblica Cassese, Frattini, Motzo, Bassanini e Brunetta. Capo di gabinetto del ministro per le Riforme Istituzionali Amato, nell’ultimo governo Prodi è stato capo del Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio. L’ultimo incarico che ha ricoperto è quello di segretario generale dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. Fu intervistato da Report nell’ambito di un’inchiesta sui magistrati fuori ruolo. (Il Post)

Nel decreto milleproroghe del 29 dicembre 2010 veniva infilata una disposizione che consentiva «ai membri della Civit che sono anche dipendenti pubblici di restare in ruolo e svolgere contemporaneamente le due funzioni». Una norma «ad personam», scriveva sempre il senatore Ichino, di cui beneficiava il solo Patroni Griffi.

  • Salvatore Mazzamuto, sottosegretario alla Giustizia. Già consigliere di Alfano.

Filippo Mancuso: «Ho proposto al premier il professor Salvatore Mazzamuto» (Corriere della Sera, 26 aprile 2002)

  • Adelfio Elio Cardinale. Sottosegretario alla Salute. E’ sposato con il magistrato Annamaria Palma, attuale capo di Gabinetto del presidente del Senato Renato Schifani.

La fiducia della Polidori: sul suo sito era già tra Fini e Berlusconi

A ben guardare le mosse della finiana (chi é? Lo spiega Il sole 24 ore) che ha votato la fiducia si potevano intuire. Sul suo sito ad esempio si mostra tutta la sfuggente identità politica della deputata. In alto il logo di Fli, sotto una foto con Berlusconi. Si verificano inoltre fenomeni al limite del paranormale, muovendo il cursore all’altezza del nome si illumina un alone circolare biancastro, cliccandovi si arrivi dritti dritti al sito del Pdl. Il logo del partito del premier era già lì, nell’ombra, a presagire le evoluzioni della giornata. A Bocchino e Granata per farsi venire qualche dubbio in più forse sarebbe stato sufficiente un giro nella homepage, magari avrebbero evitato la sorpresa di stamattina.
L’ultima news segnalata dall’onorevole Polidori è la seguente:

POLIDORI, NESSUNA MIA PERPLESSITA’, GRUPPO FLI COMPATTO

Aggiornamento: il sito ora risulta «in manutenzione» nella home page, le altre pagine sono ancora navigabili. L’onorevole Polidori ci scrive (nei commenti qui sotto): «Sulla home non si entra ma il forum e [sic] accessibile e disponibile per i vostri commenti: http://www.catiapolidori.it/Forum.asp». Una scelta coraggiosa da parte della deputata, visto il tono di gran parte degli interventi nel forum. Muovendo il cursore nei paraggi delle prime lettere del nome trovate il link, già presente stamattina, al sito Pdl.


iBerlusconi: «Come noto il presidente non è un utente di Internet»

Lo dice Antonio Palmieri, deputato Pdl e uomo della rete per Berlusconi, intervistato da Wired.it a proposito della nuova applicazione del «governo del fare» per Ipad.
A Wired, invece, hanno un po’ più di dimestichezza con web e tecnologie e hanno subito provato la app. Questo il giudizio:

Senza entrare nel merito dei contenuti, l’app ci sembra rispecchiare poco le prerogative di un oggetto presente su Internet.
Alla base di questo giudizio la scarsa interattività. Come detto, infatti, gran parte dell’applicazione è composta da tutti i risultati centrati dal Governo. E il tutto è corredato da immagini di persone felici o del Premier.

L’unica parte in cui si può dire qualcosa è quella chiamata «Sondaggio». Qui, però, è possibile votare solo in positivo tra le misure prese dal governo negli ultimi due anni con domande del tipo: “Il governo Berlusconi ha messo in atto numerosi interventi per superare la crisi economica. Qual è stato il più efficace?”, oppure: “Il governo Berlusconi ha risolto una serie di emergenze. Quale ha affrontato nel modo migliore?”

Interrogato sulla questione, Palmieri risponde così

il nostro obiettivo era quello di un oggetto simile al catalogo di una grande azienda. E poi non è detto che nel mondo libero di Internet si debba seguire sempre una tendenza come quella della forte interattività

Il deputato descrive anche la strategia politica dietro l’operazione:

Per non commettere l’errore che abbiamo fatto durante l’ultima legislatura in cui siamo stati al Governo (2001-2006): abbiamo iniziato a comunicare le azioni dell’Esecutivo solo nel 2004 quando ci si avviava alla nuova campagna elettorale. Per evitare questo errore abbiamo deciso di studiare quali fossero gli strumenti più adeguati, optando (anche) per il mobile, dopo Internet e i social media come Facebook

Per le elezioni 2006 arrivò infatti nelle case di tutti gli italiani la pubblicazione patinata Una storia italiana. Ora c’è l’app per Ipad. Poi dice che in Italia non cambia mai niente.


Falsi invalidi, la cantonata di Tremonti. Ecco perché la crociata del superministro è sbagliata

(da Vita.it)

È partita la caccia ai falsi invalidi. Per il ministro Tremonti «la spesa per l’invalidità è oggi di 16 miliardi di euro all’anno, pari a un punto di pil, mentre nel 2001 era di sei miliardi». Un esempio di quella che il ministro dell’Economia chiama «spesa pubblica ingiustificata o improduttiva». Quindi più controlli per stanare gli imbroglioni. Le cifre del ministro sono confermate dai dati Inps. Ma il problema sono davvero i falsi invalidi?

Se si segue l’analisi di Cristiano Gori per Il Sole 24 Ore questa impostazione è fuorviante. Gran parte della spesa non è destinata alle pensioni di invalidità ma all’accompagnamento. I numeri dell’istituto di previdenza mostrano come l’incremento complessivo del periodo 2002-2009 si divida tra 484 milioni per le invalidità e 4.605 milioni per l’indennità di accompagnamento.

Come si spiega? Innanzitutto con l’invecchiamento della popolazione: nei sette anni in questione gli over 75 sono aumentati del 23%. Ma ci sono anche altri fattori, come il fatto che l’accertamento dei requisiti per ricevere l’indennità è basato su criteri generici e non standardizzati. È un istituto nato nel 1980 e da allora mai più rivisto, fa notare Gori.

I controlli quindi possono essere la risposta giusta per ridurre la spesa? No, anche perché, fa notare Gori, «La popolazione anziana è esclusa dai controlli dell’Inps, così non si colpisce neanche quello che dovrebbe essere il target». Inoltre i controlli sono efficaci solo nel 15% dei casi, e la cifra cala ancora tenendo conto dei ricorsi.

Il vero problema è un altro: «La mancanza di servizi sociali per i non autosufficienti E in Italia a queste politiche sono dedicati assai meno stanziamenti pubblici rispetto al resto d’Europa», afferma Gori. Con la caccia ai falsi invalidi si combattono quindi i sintomi ma non le cause. «La gente non vuole più soldi ma più servizi», è la conclusione di Gori. Per questo i dati sulla crescita della spesa per le prestazioni d’invalidità civile indicano la necessità di una riforma dell’indennità di accompagnamento finalizzata non a ridurre gli stanziamenti bensì a utilizzarli meglio.