Anche le mosche nel loro piccolo

Puntuale come una finanziaria non annunciata è arrivato il primo caldo. Seguono disagi.

Lettera n. 1 (Il Giornale, 7 giugno 2010, p. 63)

E’ proprio vero che, come diceva qualcuno, il mondo sarà degli insetti. (…) Da dieci anni nel cittadellese ogni estate si verifica un’invasione barbarica di mosche che oltre a essere fastidiose, lordano tutto: dalla tavola imbandita alla biancheria stesa ad asciugare. Dalla raccolta di firme per notificare il problema, ai vari contatti con l’assessore all’ambiente, all’Alsl di competanza è tutto un rimpallo di responsabilità senza alcun risultato. Neanche la praticità dei leghisti ha potuto nulla contro il problema delle mosche.

Ivana T., Cittadella (Padova)

Risponde il nostro collaboratore Dario Pisapia:
Cara Ivana,
ci stai quindi dicendo che le mosche cittadellesi hanno sconfitto la Lega. Dopo anni di riflessioni la sinistra italiana ha trovato una strategia padana! Altro che Nord Camp. Rimane una domanda. Gli insetti rivoltosi a quale corrente del Pd appartegono? Saranno bersaniani? dalemiani? veltroniani? C’è lo zampino dello scienziato Marino? o sono forse vendoliani in trasferta? L’entomologia ci suggerisce di escludere i grillini.

Lettera n. 2 (L’espresso, 4 giugno, p. 198)

Ho 32 anni e abito in un piccolissimo paese della Bassa padana. Alcuni mesi fa i leghisti locali hanno fatto una psudo-iniziativa in cui chiedevano che venisse loro revocata la cittadinanza italiana per godere di tutti i «privilegi di cui godono gli immigrati». Qualche settimana dopo c’è stata una contro-provocazione con lo slogan: «Togliamo la cittadinanza e il diritto di voto ai leghisti». L’iniziativa ha sortito l’effetto previsto e un tale, qualificatosi come responsabile della Lega Nord, ha iniziato a dire: «Voi volete che vengano in casa vostra a rubare, a stuprarvi madre e sorella». I manifestanti gli hanno tenuto testa e lui se n’è andato rivolgendosi in questo modo a una ragazza: «Lo so che a voi donne piace essere stuprate». (…)

Luca Z.

Risponde il nostro collaboratore Dario Pisapia:
Caro Luca,
le mosche non sono mai abbastanza.


Gli immigrati salvano Lodi

(per Vita.it)

La provincia leghista dovrà ringraziare gli immigrati. Lodi evita di un soffio la scure di Tremonti. La manovra prevede la soppressione sotto i 220mila abitanti, i lodigiani sono 225mila. Decisivi i più di 20mila residenti provenienti da altri paesi. Il presidente Pietro Foroni, 34enne della Lega Nord eletto neanche un anno fa, la sua giunta e il consiglio possono rimanere al loro posto.

Ieri c’era stata la retromarcia sul provvedimento: il presidente del consiglio Silvio Berlusconi aveva spiegato che per l’abolizione occorrerebbe una norma costituzionale. In mattinata invece è arrivata la conferma: «Sono soppresse le province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell’Istat al 1 gennaio 2009, inferiore a 220 mila abitanti», dice l’articolo 5 del decreto legge della manovra.

Lodi è salva, quindi. Le cose per loro sarebbero andate peggio se i dati considerati fossero stati quelli dell’ultimo censimento del 2001. Allora infatti i lodigiani erano 197.672. Ma che cosa è accaduto in questi dieci anni? Sono arrivati 21.728 nuovi cittadini, tutti immigrati.

È cambiato così il volto della provincia nata nel 1992 con decreto del presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Allora 61 comuni avevano “divorziato” da Milano. L’8 giugno del 2009 il centrodestra strappa l’amministrazione al centrosinistra, viene eletto il candidato leghista col 54,2%. dei voti. Senza gli stranieri ora avrebbe dovuto già rinunciare al suo incarico, anche se, fa notare «oltre agli immigrati, ci sono molti milanesi che decidono di venire a vivere nella nostra provincia». Pensare che  solo 4 giorni fa un sondaggio del quotidiano Il Giorno (nessun valore scientifico della rilevazione) dava un esito preoccupante per gli amministratori: L’81% dei lettori considerava la provincia «uno spreco». Ora avranno la possibilita di fargli cambiare idea.


“Basta razzismo, cambio stato”. Su facebook

Forse il primo marzo nascerà il popolo giallo. Ci sarà lo sciopero degli immigrati: una mobilitazione “per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società”.  Ed è proprio il giallo il colore scelto dagli organizzatori: “perché è stato già usato nella recente manifestazione mettiti in giallo contro il razzismo, perché considerato il colore del cambiamento e perché non rimanda ad alcuno schieramento politico in particolare”. Che cosa accadrebbe in italia se quattro milioni e mezzo di lavoratori stranieri incrociassero le braccia? Se lo sciopero sarà un successo, tra un mese e mezzo avremo la risposta.

Nel frattempo, dopo i fatti di Rosarno, si moltiplicano i segnali di protesta contro il razzismo. Soprattutto sul web. I gruppi che esprimono solidarietà agli immigrati di Rosarno raccolgono sempre più adesioni. E c’è chi lancia la prima “Manifestazione antirazzista di massa su facebook“. Come si manifesta sui social network? Semplice: cambiando stato. Sabato 16 gennaio chi partecipà terra sul suo profilo, per almeno 24 ore la seguente frase:

“DIVERSO…PERCHE’? STRANIERO…DOVE? ALTRO…QUANDO?”

Per ora hanno aderito in quindicimila. La protesta dovrebbe poi spostarsi dalla piazza di internet a quella reale. Per il 6 marzo è annunciata a Milano una manifestazione contro razzismo, xenofobia e omofobia: il “No lega nord Day“.