Troppa comodità ci sta uccidendo?

Così dicono Marc Schoen e Stefano Boni, un medico e un antropologo, autori di due studi su tecnologia e superamento della fatica: Your Survival Instinct Is Killing You e Homo comfort.
Ne ho scritto su La Lettura, l’articolo si legge qui:

Spoiler: io rispondo così:

 


2013, il web che verrà

Una mappa, un bilancio, qualche previsione. Serena Danna per La Lettura del 23 dicembre ha tirato le fila dell’anno in chiusura e dell’anno che verrà. Punto di partenza: due domande per filosofi, giornalisti, studiosi delle cose di Internet. Quali sono state le parole chiave della tecnologia nel 2012? Quali saranno quelle del 2013?

Ho contribuito raccogliendo qualche parere. Li riporto qui per esteso.

Luciano Floridi, filosofo, autore di La rivoluzione dell’informazione (Codice edizioni, 2012)

2012. I massive open online course (MOOC) stanno cambiando il modo in cui si concepisce e si offre la formazione universitaria nel mondo.
2013. La potenziale entrata nell’universo dei MOOC delle cinque sorelle (Amazon, Apple, Facebook, Google, e Microsoft). Se inizieranno a competere non solo nel mercato dei tablets, del content-delivery, dell’e-commerce, etc. ma anche in quello delle formazione universitaria avremo scavalcato una nuova soglia tecno-culturale.
Ijad Madisch, fondatore di ResearchGate, social network per ricercatori e accademici
2012. Big Data: il tema sarà in agenda anche nei prossimi anni.
2013. Soluzioni online e mobile per scienza e medicina. C’è stata una grande distanza per molto tempo tra domanda e offerto. Ora il gap può essere colmato In molti sul mercato sono pronti a lanciare prodotti innovativi già nei prossimi mesi.
Antonio Spadaro, direttore de La Civilta Cattolica, consultore del Pontificio consiglio per la Cultura e le Comunicazioni
2012. Il consolidarsi del fenomeno del “content curation”. La rete  permette a chi vuol farlo di raccogliere e condividere in maniera ordinata e organizzata i contenuti che sono di suo interesse. Il ruolo della persona che è in rete non è quindi solo quello di produzione dei contenuti, ma è quello di una condivisione strutturata. Siamo in una fase evolutiva e , se vogliamo, di immaturità. Ci sono delle dinamiche molto complesse che vanno studiate, che però si dirigono sulla linea di una diffusione del sapere in termini ampi, quindi non rigidamente suddivisi a priori per criteri redazionali rigidi. E nello stesso tempo questa “cura” valorizza la dimensione della “testimonianza” nel senso che il curatore è sempre coinvolto in ciò che propone e se ne fa in qualche modo “garante”.
2013. Forse si svilupperanno maggiormente i social networks legati a comunità locali (Nextdoor, Dehood) o ad obiettivi sociali o civici o di riflessione (Shinynote, Timu, Dontknow.net, Village Rhythms…). Già nel “lontano” 2007 su La Civiltà Cattolica scrivevo che alla lunga la logica social di Facebook e Twitter avrebbe plasmato le relazioni e fatto crescere network legati a gruppi più ristretti di persone che hanno qualcosa in comune o che sono comunque legati tra loro sulla base a qualche criterio o interesse. Ecco, questo mi sembra ciò che ci attende: lo sviluppo dei network sociali. Forse non è un caso che il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni di quest’anno sia proprio dedicato ai social networks.
Giuliano Noci, docente di marketing del Mip del Politecnico di Milano

2012. La convergenza tra canali. La fruizione in contemporanea di più device (smartphone e televisione, ad esempio) e/o all’utilizzo di un device per una funzione d’uso diversa da quella concepita originariamente. Penso, ad esempio,
all’utilizzo del laptop per fruire di video o all’utilizzo del telefono per ascoltare la radio.
2013. La vera novità sarà l’affermarsi di un paradigma di comunicazione, fruizione di contenuti e interazione tra individuo e marca di tipo “no channel” / “oltre canale”. Da un lato, le imprese dovranno superare la logica della progettazione (di contenuti, interazioni) per canale; dall’altro, gli individui potranno/vorranno effettuare la stessa esperienza indipendentemente dal canale di riferimento.

Robert Levine, autore di Free Ride, un libro contro i parassiti digitali.

2012. Copyright online. Si vedano le vicende SOPA e ACTA
2013 Estensione del dominio di Google sul mondo online. Non solo per quel che riguarda la sua percentuale di mercato tra i motori di ricerca, ma nell’uso del suo potere economico per influenzare i governi e determinare il modo in cui internet è regolata.

Johnny Ryan, Chief Innovation Officer per The Irish Times, autore di Storia di Internet e il futuro digitale (Einaudi, 2011)

2012. Mobile Internet. Certo, la telefonia mobile esiste dal 1997, il 3g è arrivato nel 2007. Ma è solo nel 2012 che un grande numero di siti ha realizzato versioni ottimizzate per la visualizzazione da mobile. E in molte parti del mondo, come in India, per esempio, il numero di connessioni da cellulare sorpassa di gran lunga quelle da desktop. Ora aspettiamo il 4G, in ogni caso il 2012 sarà stato l’anno in cui l’internet mobile non è stata solo popolare, ma anche pratica.
2013. Nel 1996 ha fatto la sua comparsa la pirateria. Da allora musica, cinema, editoria sono entrate in crisi. Potrebbe essere arrivato il momento della ripresa. I giornali, per esempio, incominciano a sperimentare forme di paywall efficaci. La distribuzione online di film e musica comincia a produrre entrate. Nel 2013 queste imprese torneranno a stabilizzarsi, anche se non nella forma che avevano prima


La data di scadenza dei fatti

«Immaginiamo di avere tutti i fatti del mondo allineati – continua Arbesman –  ordinati  a seconda della frequenza con cui cambiano. A un’estremità avremo i fatti che cambiano velocemente». Sono quelli che troviamo per esempio allineati all’inizio del volume Politica in Italia: I fatti dell’anno e le interpretazioni. Edizione 2012, a cura di Anna Bosco e Duncan McDonnell(Il Mulino). «A Vasto nasce la nuova alleanza di centrosinistra», «La Borsa di Milano perde il 3,71%» «Marcegaglia, presidente di Confindustria», «Il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano». Esattamente un anno fa erano fatti, ora non lo sono più.

Da «La vita mortale dei fatti» un mio articolo su The Half Life od Facts di Sam Arbesman, uscito su La Lettura del 30 settembre 2012.
(si legge su lettura.corriere.it)