Come è finita coi massoni nel Pd?

Cancellati ma non espulsi. Liberi ma non trasgressori. Ieri é stato presentato il nuovo regolamento interno del Pd, ora passerà all’esame dei vari livelli del partito per poi tornare in Direzione per il voto. La questione della presenza di massoni tra gli iscritti è stata finalmente affrontata.

Luigi Berlinguer, presidente della commissione nazionale di Garanzia, ha detto: «Siamo un partito di liberi ma non di trasgressori permanenti. Non un partito di giustizialisti, ma da qui a dire che non ci sono regole ne corre». Questo il principio seguito per le nuove disposizioni interne: «Ci sono delle regole che vanno rispettate, come nel caso del cumulo delle cariche, delle incompatibilità, della presentazione in liste concorrenti al Pd, del pagamento delle quote. Non tutto questo oggi viene realizzato come dovrebbe», ha spiegato Berlinguer.

La novità è che, a fronte delle violazioni delle regole, non ci sarà più la vecchia espulsione dal partito: «Si prevede la cancellazione dall’albo delle liste di iscritti al Pd, che può essere per un periodo, cui può seguire la riammissione». Per quel che riguarda la massoneria, sarà l’iscritto del Pd a dover comunicare la sua adesione ad altre associazioni. Se le regole sono in contrasto con quelle del Pd scatteranno le sanzioni.

Se sei massone ti cancello. E poi magari ti riammetto. Chiaro, no?


Pd: Non possiamo lasciare i massoni alla destra. Comme les magistrats

Una commissione di tecnici ha elaborato un codice deontologico. Lo hanno discusso in una dozzina di sedute plenarie. Il dibattito è stato anche acceso. Uno dei punti più sensibili era l’appartenenza alla massoneria, vista la presenza di associati tra i componenti dell’organizzazione. Alla fine si è trovata una mediazione. L’articolo 23 recita:

Le magistrat s’abstient de se soumettre à des obligation ou contraintes de nature à restreindre sa liberté de reflexion et d’action et de porter atteinte à son independence.

Nessuna sottomissione a obblighi o vincoli che limitino la libertà di azione e che mettano a rischio l’indipendenza. Stiamo parlando però del Consiglio superiore della magistratura francese. La vicenda, raccontata oggi da Le Monde, può ricordare la recente bega del Partito democratico.

La prima versione dell’articolo faceva direttamente riferimento a «l’adesione dei magistrati a sette o movimenti filosofici caratterizzati da una solidarietà occulta tra i loro membri» che avrebbe «messo a rischio la loro indipendenza e la fiducia dell’opinione pubblica nell’istituzione giudiziaria». Nella versione definitiva le allusioni alla massoneria sono state cancellate, anche se altri articoli mettono in guardia da taluni «engagement philosophiques». Tra i giudici francesi c’era chi voleva essere più duro, un po’ come Fioroni nel Pd.

Aggiornamento: E quelli dell’Opus dei? La querelle continua. A quanto ci risulta, invece, i magistrati francesi non devono fare i conti con numerari e soprannumerari.


Club

La P2? “Un club, un modo di creare relazioni, è la vita”.
(Giorgio Straxquadanio, deputato Pdl. Chi volesse conoscerlo meglio trova qui una biografia esaustiva)