Contrordine

Dopo Nichi Vendola anche Romano Prodi «incorona» Rosi Bindi alla guida di una grande, grandissima, alleanza.
L’indicazione di un candidato premier arriva da due dei sostenitori più accesi delle primarie. Vogliamo ricordarli così:

Si criticano finche’ si vuole le primarie, pero’ quando viene data la possibilita’ alla gente di esprimersi, e’ un grande segno di civilta’ democratica esprimersi. Perche’ dopo si possono rimpiangere questi momenti di democrazia anche se imperfetta. Non vorrei che poi un giorno venissero a mancare.

Romano Prodi, 14 gennaio 2011

Le primarie sono come il bambino che si porta all’orecchio la conchiglia per ascoltare il rumore del mare: sono il rumore della vita.

Nichi Vendola, «La sfida di Nichi», Manifestolibri, pagina 1, riga 1

Immagine: Quink


Primarie a Torino. Petrini candidato? «Non ci penso nemmeno»

(pubblicato su Vita.it)

Carlo Petrini candidato sindaco di Torino? «Non ci penso nemmeno», risponde il fondatore di Slow Food  contattato da Vita.it. Oggi l’ipotesi è stata avanzata dal quotidiano Italia Oggi: il guru dell’alimentazione sostenibile metterebbe d’accordo tutti, dal Pd a Vendola. Ma l’interessato smentisce seccamente: «Per l’amor del cielo, ma lasciate perdere» dice Petrini. «Non c’è nulla di concreto in questa ipotesi: non sono stato contattato e in ogni caso non sono disponibile», continua. Anche se il suo nome può servire a superare le divisioni del centrosinistra torinese? «Sono troppo impegnato, ho già tante cose da fare, nella vita bisogna scegliere. Si pensi piuttosto a trovare davvero una candidatura che metta tutti d’accordo», conclude Petrini.

Viene così accantonata in fretta l’ultima fantasiosa ipotesi per la corsa verso le amministrative del 2011 nel capoluogo piemontese. Rimane in campo quindi la candidatura di Piero Fassino, avanzata dal Partito democratico dopo la rinuncia del rettore del Politecnico Francesco Profumo. Il candidato civico sembrava la soluzione migliore per il dopo Chiamparino, ma qualche giorno fa ha fatto il definitivo passo indietro, dopo i disaccordi con i partiti che avrebbero dovuto sostenerlo. Ora il favorito sembra l’ex segretario Ds, anche se forse dovrà affrontare le primarie. E anche sotto la Mole potrebbe arrivare un candidato vendoliano: si fa il nome di Antonio Ferrentino, segretario provinciale di Sinistra ecologia e libertà e leader dei locali comitati No Tav.


Primare a Milano. Le 10 ragioni di Onida e l’incontro con il filosofo amico di CL

La campagna elettorale è ufficialmente iniziata anche per Valerio Onida. Il costituzionalista da ieri ha un sito ufficiale e oggi si è presentato alla stampa. Dalla sua pagina web prendiamo le «10 ragioni per votare Onida»:

1) perché ha 74 anni e non si è fatto trapiantare i capelli
2) perché gli interessa fare il sindaco ma non ha nessun interesse a farlo
3) perché non è il candidato ufficiale del PD
4) perché è nato e ha vissuto in periferia e la vuole mettere… al centro
5) perché ha scritto lo statuto della Lombardia e quello del Comune di Milano e quindi di regole se ne intende
6) perché per spostarsi in città prende il metro
7) perché uno così può ridare fiducia a tutti quelli che non sono andati a votare alle scorse elezioni
8 ) perché così, poi, vinciamo le amministrative e la cambiamo sul serio, ‘sta città
9) perché Onida è una sfida
10) perché Valerio… vale

Buona la 1: solletica l’antiberlusconismo, funziona sempre. Cosi coma funziona lo spirito antipiddì della 3. La 2, la 4 e la 6 sono chiare e dirette. La 5 potrebbe farlo passare come troppo istituzionale, se non conservatore. La 7 andrebbe spiegata meglio. Ecco, se poi la 8, la 9  e la 10 sono scritte per attirare i ggiovani, forse è il caso di rivedere qualcosa nella comunicazione.

E sarà proprio sui giovani l’incontro di oggi pomeriggio con il filosofo Pietro Barcellona. Un intellettuale che merita una presentazione. Già membro del Consiglio superiore della magistratura è stato anche deputato del Partito comunista italiano, il titolo del suo ultimo libro è Elogio del discorso inutile. Ha fatto parlare di sè per le recenti partecipazioni al meeting di Rimini di Cl. In quell’occasione aveva rilasciato un’intervista a Marco Dotti per il settimanale Vita. A proposito di giovani e politica aveva detto:

Avete mai assistito a una riunione di ragazzi che fanno politica “tradizionale”, di qualsiasi schieramento essi siano? Ne avete mai osservati i volti? Sono tristi, danno la sensazione di un’assenza assoluta di linguaggio: usano una specie di lessico conformistico ripetuto quasi fosse una litania, ma senza alcun vero coinvolgimento emotivo. Io sono stato sempre persuaso che l’esperienza delle persone non può essere mai soltanto astratta e concettuale: è sempre un’esperienza che si può e si deve trascrivere in un vissuto e coinvolge una parte affettiva. È su questa parte che dobbiamo lavorare.

Chissà cosa ne pensano i giovani democratici. E soprattutto, chissà cosa ne pensa Onida.

Il titolo dell’incontro è proprio «Politica? No grazie. Perché ai giovani non interessa la politica», alle 18 in largo Corsia dei servi 4. Il dibattito con Pietro Barcellona è organizzato dalla Fondazione Giuseppe Lazzati in collaborazione con Città dell’Uomo.


Primarie a Milano: le frasi del giorno – 66

Stefano Boeri. Dalle pagine de Il Giornale risponde a una polemica partita dal quotidiano con un articolo dal titolo «Quando il candidato sindaco Pd picchiava con la chiave inglese», in cui si accusava Boeri di aver partecipato nel 1975 all’aggressione del neofascista Antonio Braggion, che reagì sparando e uccidendo il 17enne Claudio Varalli, militante del Movimento studentesco e amico dello stesso Boeri. L’allora 19enne Boeri fu processato. «Se la cavò con l’amnistia», scrive Il Giornale. Oggi rilascia un’intervista al quotidiano di Via Negri:

Sembrerebbe che io in quegli anni facessi lo spranga­tore. Se ben ricordo, in realtà, le ho soprattutto prese. A spe­dirmi in ospedale furono quel­li di Autonomia Operaia

A diciott’anni io ero nel Movimento studente­sco. Erano anni di passioni, di turbolenze, tragici, drammati­ci. Non sempre chi ci guidava ebbe l’equilibrio giusto. Ci so­no stati molti giovani che han­no perso la strada, che hanno perso delle occasioni. E pur­troppo ci sono stati anche gio­vani che hanno perso la vita. C’erano incontri violenti con gli esponenti del neofascismo. La morte di Varalli mi ha fatto capire la follia di quanto acca­deva. Ma voglio ricordare che c’era chi, come il Movimento studentesco, a quegli scontri si preparava con sassi e bastoni. E chi, come Braggion, si prepa­rava con la pistola

Stamattina invece è stato intervistato da Radio Popolare. In diretta veniva aggiornato su Facebook il suo status con le frasi salienti:

L’alimentazione è un grande tema di democrazia sociale
Lo sgombero dei rom è il segno dell’incapacità di governare e di trovare soluzioni ai problemi
Tutti insieme, possiamo vincere, possiamo tutti insieme cambiare questa città
Diamo opportunità alle famiglie: la famiglia non è un tema di destra, è una delle risorse fondamentali di Milano
Immagino una Milano esplosiva nella cultura, serena nella vita quotidiana, e aperta nella capacità di integrare attraverso il lavoro

Giuliano Pisapia

Ci saranno oltre 100.ooo persone alle primarie, più dell’ultima volta

Repubblica Milano, pagina V

Valerio Onida

Cambiare si può, lo dice uno di 74 anni consapevole che poi spetterà ai giovani tirare su Milano. Intanto io ci metto la faccia.

Corriere della sera, pagina 13, intervistato da Elisabetta Soglio. Onida rilascia anche un’intervista a Repubblica Milano, pagina V, analoghi contenuti.


Primarie a Milano: l’agenda del giorno – 66

Caro elettore milanese di centrosinistra, ti senti disorientato? Non sei abituato ad avere l’imbarazzo della scelta? Tre candidati sono troppi? Esisti? Le primarie sono il 14 novembre, mancano due mesi e tu devi decidere. Non ti agitare, C’è solo la strada ti viene incontro e, a partire da oggi, diventa un blog di servizio. Ogni giorno, di primo mattino, un post con gli appuntamenti dei candidati. Così tu ti orienti, esci, ascolti e in sessantasei giorni maturi una decisione serena e consapevole.

Stefano Boeri «dalle 22,30 alle 23 oggi sarò ospite di Telelombardia per un’intervista», scrive l’architetto via twitter.

Valerio Onida (tace)

Giuliano Pisapia:  Incontro con i ragazzi dell’associazione 11 metri, all’arci Bitte, in via Watt 37, dalle 20.30 alle 23. Titolo: «Lui chi è?».
Vuoi sapere chi ci va? Questa è la pagina facebook dell’evento.


Notizie dagli scavi: Sedici anni buttati

Un mucchio di giornali abbandonati all’angolo di una strada. Qualche passante, nessuno si ferma. In via Cassano d’Adda, all’altezza di via Riva di Trento. Periferia sudest di Milano, poco distante da Corvetto. Non sono semplicemente i quotidiani di ieri di cui ci si libera nelle pulizie del mattino.

Quei giornali dicono molto di chi li ha lasciati lì. Decine di vecchi numeri de Il Manifesto, le copie che celebravano il ventennale del quotidiano comunista. Qualche esemplare de Il Gambero rosso, all’epoca solo l’inserto gastronomico del quotidiano fondato da Pintor e Rossanda. Mesi e mesi di Cuore, l’inserto satirico de L’Unità. Tutto porta date che vanno dal 1993 al 1994.

Tranne un catalogo Ikea del 1995. L’unica pubblicazione del mucchio a non avere un’esplicita connotazione politica. I mobili svedesi immutati negli anni. E il resto?

Tutto da buttare. Perché farlo proprio oggi?

Procedendo a caso, si può estrarre uno speciale de Il Manifesto. Titolo: «Capitale e lavoro». In copertina si leggono parole come «Dai duecentomila della Fiat riparte la lotta», «controffensiva padronale», «quattro ore di sciopero in tutto il complesso nel corso della trattativa tra sindacati e azienda».

Le parole di Marchionne dell’altro ieri: «Non è possibile gettare le basi del domani continuando a pensare che ci sia una lotta tra ‘capitale’ e ‘lavoro, tra ‘padroni’ e ‘operai’”». Cosa avra pensato l’anonimo lettore? Sarà parsa una stanca ripetizione del titolo di Cuore del 5 marzo 1994: «SIETE POVERI? CAZZI VOSTRI!», sull’asfalto poco più in là.

Emerge un Cuore del 2 luglio 1994: «DOPING! VELTRONI POSITIVO. Stroncato sul nascere il volo del pibe de oro della sinistra». Nel catenaccio: «Avrebbe leccato figurine all’extasy – D’Alema: “Ecco cosa succede a voler essere moderni ad ogni costo”». Si può immaginare commento più stringente alla lettera al paese dell’ex segretario Pds-Pd?

Nella gloriosa rubrica «e chi se ne frega» svetta un Giorgio Napolitano del 30 dicembre 1993: «è stato un anno tormentato ma fecondo».

Rovistando si trova anche un coupon da ritagliare: «Cuore – Primarie – Scheda per il voto – Primo turno: Il mio leader ideale è». Segue linea tratteggiata. Le primarie. Chieste dalla cosiddetta base e malviste dal partito. La nazionale di Roberto Baggio sconfitta negli Usa nella pagina accanto. Oggi la consultazione degli elettori la fa provocatoriamente Il Fatto dal suo sito. «D’Alema trema: le primarie di Cuore mettono fuori gioco botteghe oscure». Stesso esito, tre partiti dopo.

Forse è il caso di sedersi un attimo a leggere l’editoriale di Michele Serra del 18 giugno 1994, titolo: «La fortezza della solitudine»

I dirigenti del Pds (…) sono, volenti o nolenti, proprio una nomenklatura. (..) Sanno che appellarsi al partito in carne e ossa, smettere di contarlo e farlo finalmente contare ben al di là di quel ruolo di gigantesca “quinta” da comizio, farlo votare per eleggere il nuovo capo (…) sarebbe il solo modo per liberare se stessi dai giochi di corridoio, dai “colloqui” riservati a quattr’occhi, dalle dichiarazioni fasulle ai giornalisti (…) Dovremmo demolire Botteghe Oscure mattone dopo mattone per liberare i prigionieri. Bisognerebbe tirarli fuori, questi vecchi ragazzi perennemente chiusi in riunioni che ricordano ormai da vicino l’Azione Parallela dell’Uomo senza qualità di Musil, e ricordare loro che ci somigliano, o almeno ci somigliavano. Non so: portarli al mare, ai monti, al cinema, dovunque possano dimenticare il loro funebre ruolo di custodi del Nulla. Nessuno al mondo, se vive male lui, può far vivere meglio gli altri.

Chi ha deciso di liberarsi di tutte queste parole? Perché? Cosa avrà pensato in questi giorni? Come avrà reagito alla lettera di Bersani a Repubblica?  – scritta in politichese stretto, per sua stessa ammissione.

I lavoratori della Fiat, Veltroni e D’Alema, Berlusconi sempre lì. Un giorno d’agosto fai ordine in soffitta e ritrovi questi vecchi giornali. Che fai? Butti via tutto. Pensi: a che cosa sono serviti 16 anni? Quanto è cambiato nella tua vita? Quanto è cambiato nel paese? Allora metti insieme tutta quella carta impolverata e la lasci per strada. Come se non fosse buona neanche per la raccolta differenziata.

(foto: Giulialaura)


Compagni, spaghetti e candidati: Una notte democratica a Milano

Dopo un po’ la base sbotta. Lo scrittore spiega che dobbiamo emozionare, dobbiamo andare nei quartieri, a parlare con la sciura maria e il sciur oreste. Che non lo facciamo più e lo fa solo la Lega. A quel punto la coordinatrice del Pd della Zona 9 di Milano non si tiene più. Noi ci andiamo nei quartieri, stiamo ai banchetti, parliamo con le sciure. Tutti i giorni, dice. Gianni Biondillo sembra voler rispondere: Guardi che non ce l’avevo con lei. Ma lei rincara la dose: e basta con questa favola che la base è una cosa e i dirigenti sono un’altra, noi i nostri dirigenti ce li siamo scelti con le primarie, continua. Il pubblico applaude convinto la militante, freddo verso lo scrittore.

E’ successo ieri sera alla Notte Democratica, incontro convocata in vista delle elezioni comunali del 2011 da Pippo Civati e Carlo Monguzzi al circolo Pd di Affori “Gino Giugni”, vecchia sede Pci, sedie in ferro blu, zanzare assassine e cucina da festa dell’Unità. (Un centinaio i presenti secondo Repubblica, quando sono arrivato ce n’erano un po’ meno). Monguzzi chiama tutti «Compagne e compagni», qui nessuno si offende. I fioroniani non si spingono ad Affori. La discussione è andata avanti fino a mezzanotte circa. E’ passato per un saluto anche Giuliano Pisapia, il candidato alle primarie della sinistra radicale. I democratici presenti lo hanno accolto bene. Tutti a fargli i complimenti. «Pisapia è un ottimo candidato», «una persona per bene», «bravo», «capace». L’avvocato poi ricambia lodando la pasta preparata dai compagni e dicendo che lui vuole parlare con tutti, unire e non dividere. Davide Corritore sta seduto in un angolo alle sue spalle, si sventaglia con un piatto di plastica.

Tra i più applauditi del dopocena c’è il segretario provinciale Roberto Cornelli, il sindaco di Cormano, non molto distante da Affori. Risveglia l’orgoglio democratico. Promette che le primarie si faranno. Soddisfazione generale. Chi sarà il candidato Pd? Su questo Cornelli non dà lumi.

Poi tocca al consigliere comunale Corritore. Illustra le iniziative del laboratorio coordinato da lui: Change Milano. Tutte proposte fighissime: banda larga, nuova finanza civica, rete civica alimentare, un agenzia di microcredito per i giovani. La domanda è: ma questo splendido programma di chi è? Un regalo del Pd a Pisapia? Sarà Corritore stesso a candidarsi? Non si capisce. Il consigliere comunale dice che quest’occasione per il centrosinistra milanese è «come il rigore per il Ghana all’ultimo minuto. Il riscatto per un intero continente». Qualcuno fa gli scongiuri: il turno poi lo hanno passato gli uruguayani.

A proposito di penalties, intervengono pure i ragazzi di 11 metri (qui la descrizione dell’associazione). Una ragazza dice che «Ieri da Pisapia si respirava l’aria che c’era nella mozione Marino». Ora è Civati, memore del 13% raccolto dalla mozione di  cui faceva parte, a fare gli scongiuri. Ad inizio sera Biondillo gli dice «Tu sei un cazzo di milanese, altro che cityuser». Lui nicchia, l’obiettivo stasera era chiedere le Primarie, ha proposto anche una data: «10-10-10». A ottobre mancano meno di tre mesi, la calda notte democratica del 13 luglio si chiude con le conclusioni di Monguzzi e l’evocazione di una spaghettata.