Primarie a Milano. Don Gino Rigoldi sta con Boeri e i socialisti con Pisapia Gli endorsement del giorno – 62

Volpeda, luogo noto per aver dato i natali a Giuseppe Pellizza, l’autore del dipinto Il quarto stato. Sabato mattina Giuliano Pisapia era lì. C’era il «3° appuntamento della rete dei Circoli Socialisti e Libertari del Nord-Ovest d’Italia». Dopo l’incontro l’avvocato ha potuto incassare l’appoggio dei socialisti milanesi che scrivono nel loro comunicato:

Di Giuliano Pisapia, abbiamo apprezzato in particolare i suoi ripetuti riferimenti alla tradizione del Socialismo municipale ambrosiano.
A quella tradizione, che da Caldara a Filippetti, da Greppi a Ferrari e da Aniasi a Tognoli, ha segnato la storia della città nel corso del Novecento

L’elenco dei sindaci socialisti di Milano non è completo, ma pazienza. Pisapia però, nonostante l’incontro della settimana scorsa non deve essere riuscito a convincere anche don Gino Rigoldi, il sacerdote milanese, educatore nelle periferie e presidente di Comunità nuova. Don Gino in un’intervista ad Affari Italiani dice oggi: «Darei il voto a Stefano Boeri». Anche se è nel gruppo dei 92 saggi voluto da Riccardo Sarfatti che ha avanzato la candidatura di Valerio Onida. Ma Rigoldi ha una parola buona per tutti:

Io sostengo tutti e tre, ma non perché sono ecumenico. Li sostengo perché rappresentano benissimo Milano. Qui ci sono eccellenze. C’è il cattolico tutore dei diritti, Onida. C’è l’avvocato abituato a condividere povertà e disastri, Pisapia. C’è l’esperto della città, l’urbanista, Boeri. Abbiamo una rete di competenze formidabile.


Primarie a Milano. Penati: «La Moratti non ha il 50%, si può battere». Agenda del giorno – 62

Tutti i candidati del centrosinistra sono sconfitti dalla Moratti, con un distacco che va dai 15 ai 24 punti percentuali. Così dice il sondaggio pubblicato ieri dal Corriere della Sera. Quale lezione trarne? «Letizia Moratti si può battere», dice Filippo Penati al Corriere, ex presidente della provincia di Milano ora nella segreteria di Bersani. Osserva Penati che il sindaco nelle rilevazioni non raggiunge il 50% dei consensi, dunque è «competibile».
Nel frattempo Affari Italiani, chiede a Onida di ritirarsi, «nel ricordo di Sarfatti» che aveva deciso di sostenere Boeri. Vero è che nel Pd «si comincia a temere un rischio», come scrive Elisabetta Soglio:

che gli stessi Boeri e Onida, con profili e mondi di riferimento abbastanza simili, entrambi all’esordio in politica, possano alla fine rubarsi voti a vicenda, regalando Pisapia, più conosciuto a Milano, attivo dall’inizio dell’estate e non nuovo all’impegno pubblico l’inconorazione delle primarie.

Per ora non si muove nulla. La rincorsa dei candidati arrivati dopo non è ancora partita, come mostrano anche gli appuntamenti di oggi:

Stefano Boeri (tace)

Valerio Onida (tace)

Giuliano Pisapia alle 21 è all’ Arci Bellezza – Via Bellezza 16 A per incontrare i cittadini e i miei sostenitori della Zona 5.


«Le decisioni non possono che essere accompagnate dalla riflessione e dalla meditazione. Se si è fatto questo, la coscienza è tranquilla»

Quando era piccolo che cosa avrebbe voluto fare da grande? «Il cardinale». Scrittore preferito? «Italo Calvino». Cantante della vita? «Frank Sinatra». Il ricordo più bello? «Quando sono nati i miei figli». Il più brutto? «L’invasione di Praga». Squadra del cuore? «Lo scriva a caratteri maiuscoli: INTER».

Riccardo Sarfatti rispondeva così alle domande de Il Giornale nell’aprile del 2005, alla vigilia dello scontro elettorale con Roberto Formigoni per la presidenza della Lombardia.
Oggi a Milano è difficile parlare di politica, continuare ad occuparsi delle primarie. I tre candidati ieri hanno ricordato il politico scomparso. Il Partito Democratico commemorerà Sarfatti stasera alle 20, nello Spazio Coop della Festa Democratica di Lampugnano.
(La frase del titolo è la risposta che Sarfatti diede anni fa alla poetessa Patrizia Valduga)


Primarie a Milano: Letture consigliate

C’era da consigliare l’articolo di Marco Alfieri, «Pd, ingorgo nel salotto ambrosiano», dalla prima pagina de La Stampa di oggi. Alfieri scrive:

I tre candidati sono molto conosciuti nella Milano che conta, un po’meno in periferia. Un finale che qualcuno nel centrosinistra, come Riccardo Sarfatti, avrebbe voluto diverso, capace di esprimere fin dalle primarie un candidato superpartes a egemonia netta. Invece si andrà alla conta “cannibale”, non senza mal di pancia.

Poi è arrivata la notizia della morte in un incidente stradale di Riccardo Sarfatti. Consigliere regionale Pd, nel 2005 sfidante di Formigoni, di recente aveva promosso un comitato di 92 esponenti della società civile per trovare un candidato sindaco di centrosinistra a Milano. Giuseppe Civati lo ricorda così sul suo blog:

Era intelligente e nobile, Riccardo, un uomo di cultura e di impresa. E una persona perbene: un milanese, insomma, nel senso più bello e giusto.