Elezioni amministrative 2012: Tre città al voto

Tre articoli (scritti per Vita) su come si sono preparate al 6 e 7 maggio tre città di provincia


Elezioni amministrative 2012: Sesto San Giovanni, da Stalingrado alle liste civiche

Una piazza così interessata alla politica non la vedevano da tempo a Sesto San Giovanni. Circa un migliaio di persone ad ascoltare un comizio. Incuranti del temporale in corso, per di più. Se si cercasse un’altra prova della crescita del Movimento 5 stelle, la si potrebbe trovare qui, in quella che fu la Stalingrado d’Italia. Lo show di Beppe Grillo sotto il diluvio finora è stato l’evento più seguito di una campagna elettorale sonnacchiosa. Nello stesso momento a pochi metri di distanza da Piazza Petazzi dove imperversava il comico genovese, era in corso un incontro con il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Incontro al chiuso, al riparo dal “diluvio” dei grillini. Nonostante la presenza di un leader nazionale di un partito di governo, il pubblico in sala era scarsino.

La cosiddetta antipolitica è arrivata anche a Sesto? Non ci sarebbe da stupirsi, dato che qui di recente i motivi per essere delusi dai partiti non sono mancati. Le inchieste della procura di Monza hanno battezzato il “Sistema Sesto”, una rete di relazioni ambigue tra imprenditori e pubblici amministratore che ha portato a indagare l’ex sindaco Filippo Penati e il primo cittadino uscente, il dimissionario Giorgio Oldrini, più altri esponenti delle giunte che hanno guidato la città negli ultimi vent’anni. «Qui al malumore generale nei confronti dei partiti si è aggiunto il problema locale. Lo scontento si sente», dice Sabina Ballione, sestese dalla nascita, attiva nel volontariato in città e responsabile di Legacoop sociale per la Lombardia. La crisi del centrosinistra che ha governato la città per praticamente settant’anni ha avuto una prima conseguenza visibile in questa campagna elettorale: i candidati sindaco sono otto, di cui cinque sono sostenuti da liste civiche e si dichiarano lontani dai partiti. Insomma, non ci sono solo i grillini, che presentano Serena Franciosi, 31enne dipendente di un’azienda farmaceutica. Sulla scheda elettorale i sestesi troveranno anche la Lista Civica “X Sesto”, nata da alcuni esponenti scissionisti del movimento 5 stelle, il loro candidato è il musicista Gianpaolo Nuccini. Accreditato attorno all’un per cento. Ci sono poi le candidature più legate al territorio come quella dei “Giovani Sestesi”, sigla inizialmente vicina al centrosinistra, staccatasi dopo le vicende giudiziarie. La loro aspirante sindaco è Alessandra Aiosa, imprenditrice. Altri invece sono più radicati nel tessuto associazionistico. Come Orazio La Corte, fondatore del circolo locale di Legambiente, sostenuto da due liste ecologiste. Il suo però non è un nome nuovo per la politica, ha già esperienza di consigliere comunale nei Verdi, fino al 2009 sosteneva il centosinistra. «Sono uscito quando le mie proposte sul piano di governo del territorio non sono state ascoltate. Ho fatto bene, le inchieste hanno confermato quello che in molti sapevano. Il recupero delle aree industriali è stato gestito attraverso una rete di corruzione», dice oggi La Corte. Il candidato però che potrebbe impensierire i partiti più grandi è un altro: Gian Paolo Caponi, avvocato, presidente dei Lions, impegnato nel volontariato nelle associazioni cattoliche. Caponi non è un nome nuovo della politica, si era già parlato di lui come possibile candidato per il centrodestra nel 2002 e nel 2007, ora si presenta con la lista Sesto nel Cuore, con l’appoggio anche di partiti come Fli e Udc senza simbolo ma con la generica sigla “Terzo polo”. «La città si è impoverita, manca il lavoro. La gente non guarda più ai partiti, si fida delle persone», dice Caponi.

E come pensa invece di uscirne il Pd, da sempre al governo del centro più popoloso della provincia di Milano? Con una candidatura vicinissima al sindaco Oldrini: il suo assessore alla Cultura, Monica Chittò. Il suo nome è stato ufficializzato da primarie con una partecipazione record. In negativo. A votare sono andati solo in 2400, mai così pochi.

Il suo punto di forza sta nella debolezza del centrodestra: la candidata del Pdl. Franca Landucci, è data tra il 15 e il 20%. La Lega corre da sola, con l’anziano ex senatore Celestino Pedrazzini, e sembra non destare preoccupazioni. Un sondaggio Swg dà la Chittò vincente al primo turno, con il 52,4%. Eppure ci credono in pochi. Finora qui non s’è fatto vedere nessun leader nazionale, è venuto solo il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «Difficile definirla un segno di discontinuità. Ma dall’altra parte i candidati civici sono troppo inesperti perchè gli si possa affidare la macchina amministrativa», dice la responsabile di legacoop. «Non sarà facile raggiungere il 50% dei voti già il 7 maggio», osserva chi segue la politica della città. Se si andasse al secondo turno, sarebbe la prima volta nella storia di Sesto. A sfidare i partiti del centrosinistra potrebbe essere proprio Caponi, da molto dato in vantaggio sulla candidata del centrodestra. Il Pd fa gli scongiuri, a quel punto contro i civici potrebbe accadere di tutto.



Tre chili di arance metalmeccaniche per i lavoratori Mangiarotti Nuclear

Clockworkers oranges. Cinque euro per tre chili di agrumi (biologici) di Sicilia; 2 euro e 50 vanno ai contadini siciliani che forniscono le arance,  l’altra metà ai lavoratori della Mangiarotti Nuclear. L’iniziativa è organizzata dalla Federazione della Sinistra, oggi con un gazebo in piazza Montanelli a Sesto San Giovanni. Arancia Metalmeccanica però nasce prima.

La Mangiarotti (fu Breda e ancor prima Ansaldo Energia) di Milano è l’unica azienda in Lombardia a produrre grossi componenti speciali per centrali nucleari. Nello stabilimento di Viale Sarca 336 lavorano attualmente 136 persone. L’azienda ha anche realizzato la prima centrale elettrica ad energia solare, per conto dell’Enel, ad Adrano (in provincia di Catania) . Per la federazione della sinistra di Sesto San Giovanni “è un’azienda leader che si vuole chiudere per un’ingiustificata delocalizzazione”.

In piazza a Sesto, a distribuire i sacchetti di arance, c’era anche Danilo Ferrati, operaio e delegato Rsu della Mangiarotti, candidato alle regionali per la Fds. “La gente però è un po’ diffidente”, dice Claudio La Corte, consigliere comunale di Rifondazione. Nel frattempo, la situazione dei lavoratori rimane critica. Per giovedi alle 6.30 è convocata un’assemblea straordinaria.