Silenzio, informatevi

Nel bar in cui alle volte faccio colazione ci sono sempre il Corriere e la Gazzetta dello Sport. Stamattina c’era solo Libero. La signora con cui sgomito di solito per accaparrarmi la copia del quotidiano oggi guardava perplessa la prima pagina del quotidiano di Belpietro, dopo un po’ ha iniziato a sfogliarlo. Mentre andavo verso la fermata della metro ho incrociato una ragazza che leggeva il Secolo, che oggi è freepress. Non me ne vogliano i lettori de Il Secolo, ma era la prima persona in vita mia che ho incrociato per strada con in mano il «quotidiano nel Pdl».

Lo sciopero forse non è la reazione più appropriata alla legge bavaglio, se ne poteva discutere più e meglio prima

Non era male l’idea di Valigia Blu:

Vi chiediamo per venerdì 9 luglio anziché scioperare, di pensare a una forma di protesta più forte e originale: regalate ai vostri lettori i vostri giornali! O fateli pagare la metà! Ve lo immaginate? In edicola quel giorno chi normalmente legge un giornale potrebbe decidere di leggerne 4, 5, invece di avere una giornata senza informazione avremmo una giornata di superinformazione!

E per quel che riguarda il particolare punto di vista di chi ha un blog, Daniele Sensi ha scritto:

Cari editori, cari rappresentanti della Federazione nazionale della stampa, noi blogger facciamo informazione a gratis ogni giorno: per una volta potreste farla anche voi. D’altronde la libertà non ha prezzo. O no?

Mi sembrano quindi condivisibili le perplessità espresse ieri, con le loro differenze, dagli editoriali di Travaglio sul Fatto, di Calabresi su La Stampa e della redazione de Il Post.

Comunque sia, nel suo piccolo, questo blog oggi tace. Perchè credo che ciascuno, nel suo piccolo, debba fare la sua parte.

Però, sulla legge bavaglio, è il caso di informarsi.

Questo è lo speciale che il Corriere della sera dedica al ddl.
Qui
c’è un pezzo de l’espresso in cui la legge viene analizzata articolo per articolo da un giurista.
Wired.it
spiega come il ddl intercettazioni tocca anche Internet e i blog.
Repubblica
riporta alcune cose che se passasse la legge non potremmo più sentire e non potremmo più leggere.

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Stracquadanio: Repubblica scrive minchiate, mancanza di mignotte

Filippo Ceccarelli su Repubblica oggi parla in questi termini de Il mattinale, l’organo informativo del Pdl.
Ecco la pacata replica del deputato Pdl, nonchè ideatore de Il predellino, Giorgio Stracquadanio, intervistato da Cnr Media:

Stracquadanio, ha letto l’articolo di Repubblica su “Il Mattinale”?
“Non leggo Repubblica perché ho cose più importanti da fare. Quelle di Ezio Mauro comunque sono minchiate. Lo scriva chiaramente: sono minchiate”.

Per quale motivo?
“Il Mattinale è una newsletter interna del Popolo delle Libertà. Ovviamente ha un contenuto propagandistico perché è destinato agli eletti. Repubblica invece è come l’Osservatore Romano, parla solo di sacre scritture”.

Il giornale diretto da Ezio Mauro ha paragonato la vostra newsletter a una piccola antologia di totalitarismo…
“Ma è Repubblica la Pravda italiana. È Repubblica che impone un regime giornalistico con i suoi titoli, i suoi argomenti, i suoi post-it e le sue evasioni fiscali, quelle del suo editore e quelle del suo direttore. E che ispira, inoltre, la propaganda di regime che ritroviamo oggi a Roma, in piazza Navona”.

È capitato che qualcuno del PdL non segua Il Mattinale proprio alla lettera?
“Ma lei sa cos’è una newsletter? Non è mica un libretto delle istruzioni. Riporta i fatti del giorno e li interpreta. Il regime invece lo fanno gli altri. Il nostro è un partito di gente libera, discutiamo anche troppo. Però sono contento che Repubblica attacchi il PdL perché ogni volta che lo fa vinciamo le elezioni. A loro fa schifo come votano gli italiani, però si devono rassegnare. Loro comandano ma non governano, sono espressione di un grumo di potere antidemocratico”.

Ma quanto costa produrre Il Mattinale, al PdL?
“Non lo so, non sono l’amministratore del partito. Comunque non prende i soldi dei contribuenti come fa l’Unità, per esempio. Tra l’altro vorrei sapere quante copie vende la Repubblica, perché quando non scrivono di mignotte non viene comprato. Sono in crisi adesso per mancanza di mignotte”.


Regionali: Liguria, I 500 elettori della Valbrevenna

Pubblico qui un intervento del valente collega Matteo Muzio apparso sul sito de Il Foglio nella sezione “Cronachette locali”. L’autore segue le vicende liguri sul suo blog.

Valbrevenna (provincia di Genova) Chiesa di Sant'Anna

Pochi elettori, ma la campagna elettorale non manca. La Valbrevenna ha poco più di cinquecento elettori. Ma potrebbero essere determinanti in una tornata elettorale così incerta. Burlando e Biasotti sono appaiati. E così si fa politica come nella Prima Repubblica, con le conoscenze, i suggerimenti, il “questo lo conosco io”. Lungo la strada ci sono i cartelloni, ma sono in pochi quelli che li guardano. Già i risultati delle europee sono eloquenti: il Pdl primo partito con centoventun voti, secondo il Pd con centocinque. In linea con il trend nazionale. Ma non è sempre stato così. L’attuale sindaco Mario Palomba è un cattolico di centrosinistra, eletto una prima volta nel 2001 e una seconda nel 2006. Ma con alleati diversi rispetto alla prima volta: semplicemente accordandosi con il suo vecchio avversario Michele Brassesco, coordinatore comunale del Pdl. Uno dei primi esempi di Grosse Koalition all’italiana. Tornando a oggi, alle riunioni della Pro Loco si consiglia di votare per Raffaella Della Bianca, PdL per il suo impegno a favore delle associazioni locali. Don Pastorino, il parroco della vallata, vota centrosinistra e legge “La Repubblica”. Anche se “Scalfari non ha fede e disprezza chi ce l’ha perché è invidioso”. L’iniziativa più curiosa però è quella dell’ex vicesindaco Franco Firpo. Ha inviato una lettera che sponsorizza non un candidato preciso, ma due. Da due schieramenti diversi. Oltre alla Della Bianca, anche Pippo Rossetti, del Pd. Perché in politica “contano le persone”. Vero, come dargli torto. Ma i due candidati presidente sono gli stessi di cinque anni fa. Con la differenza che l’Udc ha cambiato schieramento. Ma in Valbrevenna le beghe della città interessano poco. Interessa più chi si conosce e chi s’impegnerà in concreto per la Valle. Per il momento, in cinque anni Burlando non c’è mai stato. Nei cinque precedenti, neanche Biasotti. L’unica autorità che ha fatto visita alla valle fin qua è il cardinal Bagnasco. Forse perché non aveva promesse elettorali da mantenere, ma solo delle anime da visitare.

Matteo Muzio