Effetto Vendola?

Per le primarie milanesi erano state preparate 160mila schede. Ne sono state utilizzate meno di 70mila. Sebbene qualcuno neghi, il risultato è stato molto al di sotto delle aspettative. Anche per questo i vertici locali del Pd hanno «messo a disposizione il mandato». Colpa della pioggia? Del derby? Dei democratici alle prese col «porta per porta»? Forse. Ma la scarsa affluenza è il dato che dovrebbe far riflettere di più in vista del voto.

Dopo il risultato di ieri tutti hanno parlato di «Effetto vendola». Si trascura il fatto che in Puglia, alle ultime consultazioni della coalizione, il governatore ha portato a votare 200mila persone. Non erano mai stati cosi tanti nella regione.

I milanesi che hanno votato per Pisapia sono stati 30553. A Milano gli elettori sono più di un milione, l’ultima volta la Moratti ha vinto con 353.409 voti. Si potrebbe calcolare che per rivedere la sinistra a Palazzo Marino mancano almeno 320mila voti. Ieri ai festeggiamenti tra i fan di Pisapia all’arci Bellezza una frase ricorrente era «Sono le prime elezioni che vinco in vita mia». Affinché non siano anche le ultime è bene tenere a mente l’impresa che dovrà compiere il candidato da qui a marzo.

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Primarie a Milano. Stasera si parla del conflitto di interessi. Di Boeri – Agenda del giorno – 45

La sinistra dura-e-pura-che-più-pura-non-si-può aveva lanciato subito l’accusa: il peccato originale di Boeri si chiama Ligresti. L’architetto ha lavorato con il costruttore condannato ai tempi di Tangentopoli. Tra coloro che avevano sollevato la questione c’erano anche quelli di 11 metri, che scrivevano:

La mia personalissima impressione (leggi: paura) è che il Boeri  abbia potuto fare con Ligresti (da sempre in affari con lui) un semplice calcolo: se anticipiamo noi la candidatura del PD li mettiamo in smacco, stante il gran giro di interessi che noi rappresentiamo e l’interesse reciproco che le aziende da noi gestite ed il PD potrebbero facilmente gestire.
Al PD, non c’è che dire, deve essere venuta l’acquolina in bocca… Ci prendiamo uno dei principali poli del potere
milanese, strappandolo alla Moratti che ci ha banchettato fino a ieri, e ci prendiamo anche la citta, stante la
stima bipartisan di cui gode il Boeri.

Dove sono Boeri, Ligresti ed i vertici del PD.. tutti attorno ad un tavolo a dirsi “se tu mi dai questo, io ti do questo”? Perchè stentano tanto nel dire se lo sostengono o no???
Ebbene.. io non voglio iniziare a nutrire dubbi su un candidato che potrebbe rappresentare il futuro della mia città.
Ma da anni vivo in una dittatura da conflitto di interessi: ebbene, se Boeri vuole che si prenda in considerazione seriamente la sua candidatura, riferisca del conflitto di interessi di cui buona parte della società civile lo ritiene portatore.

Stasera Boeri stasera incontra i ragazzi di 11 metri, per il ciclo «Lui chi è?» che già aveva ospitato Pisapia. Alle 21 all’Arci Bitte in via Watt 37. Sulla carta non sembrerebbe una platea amica. Ma Boeri probabilmente non teme l’argomento, ieri sulla sua pagina di Facebook ha scritto persino che «vorrebbe parlare con Antonio Di Pietro. Anzi, qualora lo volesse, sarei felicissimo di parlare con lui».

Quelli di 11 metri devono essere ubiqui, e comunque sono in tanti, stasera parteciperanno infatti anche a La Giovane Milano incontra Giuliano Pisapia , alla Cooperativa Liberazione in via Lomellina 14, alle 20.30. Per rispettare la par condico potrebbero mandare qualcuno a seguire anche Valerio Onida in Largo Corsia dei Servi  alle 19 per l’incontro «Impariamo la Costituzione, incontriamoci».

Michele Sacerdoti, invece, ieri ha postato il video «Do un cracker ad un gabbiano sul traghetto per l’Elba».


Primarie a Milano. Mancata annaffiatura. La frase del giorno – 47

Il faggio su cui mi ero arrampicato nel Bosco di Gioia nel 2005, traslocato in largo de Benedetti con grandi spese, è morto per mancata annaffiatura da parte del Comune.

Michele Sacerdoti, il quarto personaggio.


Primare a Milano. Le 10 ragioni di Onida e l’incontro con il filosofo amico di CL

La campagna elettorale è ufficialmente iniziata anche per Valerio Onida. Il costituzionalista da ieri ha un sito ufficiale e oggi si è presentato alla stampa. Dalla sua pagina web prendiamo le «10 ragioni per votare Onida»:

1) perché ha 74 anni e non si è fatto trapiantare i capelli
2) perché gli interessa fare il sindaco ma non ha nessun interesse a farlo
3) perché non è il candidato ufficiale del PD
4) perché è nato e ha vissuto in periferia e la vuole mettere… al centro
5) perché ha scritto lo statuto della Lombardia e quello del Comune di Milano e quindi di regole se ne intende
6) perché per spostarsi in città prende il metro
7) perché uno così può ridare fiducia a tutti quelli che non sono andati a votare alle scorse elezioni
8 ) perché così, poi, vinciamo le amministrative e la cambiamo sul serio, ‘sta città
9) perché Onida è una sfida
10) perché Valerio… vale

Buona la 1: solletica l’antiberlusconismo, funziona sempre. Cosi coma funziona lo spirito antipiddì della 3. La 2, la 4 e la 6 sono chiare e dirette. La 5 potrebbe farlo passare come troppo istituzionale, se non conservatore. La 7 andrebbe spiegata meglio. Ecco, se poi la 8, la 9  e la 10 sono scritte per attirare i ggiovani, forse è il caso di rivedere qualcosa nella comunicazione.

E sarà proprio sui giovani l’incontro di oggi pomeriggio con il filosofo Pietro Barcellona. Un intellettuale che merita una presentazione. Già membro del Consiglio superiore della magistratura è stato anche deputato del Partito comunista italiano, il titolo del suo ultimo libro è Elogio del discorso inutile. Ha fatto parlare di sè per le recenti partecipazioni al meeting di Rimini di Cl. In quell’occasione aveva rilasciato un’intervista a Marco Dotti per il settimanale Vita. A proposito di giovani e politica aveva detto:

Avete mai assistito a una riunione di ragazzi che fanno politica “tradizionale”, di qualsiasi schieramento essi siano? Ne avete mai osservati i volti? Sono tristi, danno la sensazione di un’assenza assoluta di linguaggio: usano una specie di lessico conformistico ripetuto quasi fosse una litania, ma senza alcun vero coinvolgimento emotivo. Io sono stato sempre persuaso che l’esperienza delle persone non può essere mai soltanto astratta e concettuale: è sempre un’esperienza che si può e si deve trascrivere in un vissuto e coinvolge una parte affettiva. È su questa parte che dobbiamo lavorare.

Chissà cosa ne pensano i giovani democratici. E soprattutto, chissà cosa ne pensa Onida.

Il titolo dell’incontro è proprio «Politica? No grazie. Perché ai giovani non interessa la politica», alle 18 in largo Corsia dei servi 4. Il dibattito con Pietro Barcellona è organizzato dalla Fondazione Giuseppe Lazzati in collaborazione con Città dell’Uomo.


Primarie a Milano. L’Italia dei valori si chiama fuori. Ma anche dentro

«Primarie, l’Italia dei valori non ci sta “Non sosterremo nessuno dei tre”». «L’Idv sulle primarie “Non partecipiamo”». Così titolano i giornali di oggi, riprendendo le dichiarazioni del coordinatore Giulio Cavalli, l’attore finito sotto scorta per i suoi spettacoli di denuncia contro la mafia, eletto consigliere regionale alle ultime elezioni.

Cavalli oggi però ha chiarito la posizione del partito dal suo blog:

L’Idv a Milano non “molla le primarie” né “si chiama fuori” ma, più semplicemente, lascerà ai cittadini l’onere e l’onore di essere il motore di questo percorso (e quindi lascerà ai propri iscritti il diritto ed il dovere di votare ognuno con la propria convinzione ) continuando a fare il “partito” sui temi, sui punti irrinunciabili e le proposte. Perché la cottura di un programma e della “famiglia” oggi è una speranza, un disegno e non deve essere strategia. Ed è grossolano e svilente pensare che uscito il candidato ci si sieda per cercarsi di aggiustare: quanto potremmo piacerci (noi al candidato e il candidato a noi) si annuserà cammin facendo e ascoltando quanto parleremo la stessa lingua. Tutto il resto sono stanzette dove quattro dirigenti di partito aggiustano il tiro. E questo proprio non ci interessa.

Allora se capisco bene, il partito di Di Pietro lascia agli iscritti libertà di voto. E ciò è sacrosanto ed è pure un bel gesto. Cosa voterebbero gli elettori dipietrisiti il 14 novembre? Si immagina che nutrano molte simpatie per Onida; un po’ meno per Pisapia – l’avvocato è troppo garantista per i gusti dell’Idv -; nessuna simpatia per Boeri, macchiatosi del peccato originale di avere in un qualche modo lavorato per Ligresti.

Cavalli dice che sarebbe «grossolano e svilente pensare che uscito il candidato ci si sieda per cercarsi di aggiustare». L’attore è in politica da pochi mesi ma già usa un linguaggio da addetto ai lavori. Tradotto potrebbe voler dire: se Boeri vince le primarie non lo sosteniamo neanche se viene giù la madonnina. Dunque, ora votiamo (probabilmente Onida) se vince siamo contenti, se no ci chiamiamo fuori.

A quel punto qualcuno avanza l’ipotesi che l’Italia dei Valori presenti un suo candidato: forse lo stesso Giulio Cavalli. E alle comunali di marzo la Moratti sommersa dal Seveso potrebbe trovare l’insperato soccorso di una nuova brillante divisione a sinistra. Per usare le parole di Cavalli, una mossa davvero «spiazzante».


Primarie a Milano. La cronaca del primo confronto tra i candidati

A seguire il primo dibattito tra Boeri, Onida e Pisapia c’era Flavio Bini:

Più che un faccia a faccia, un faccia contro faccia. Così, il primo confronto fra i tre candidati alle primarie del centrosinistra organizzato da Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi. A metà fra la conferenza stampa e l’happening, l’incontro ha permesso finalmente di vedere i tre uno affianco all’altro, stretti dall’accerchiamento di giornalisti e fotografi.

(continua a leggere su duemilanundici)


Primarie a Milano. Ieri pioveva: Che cosa ne pensano Boeri e Pisapia. Le frasi del giorno – 56

A Milano ieri pioveva. Ma di brutto. Disagi per i cittadini. Un sindaco si deve preoccupare di problemi come questo. Ecco come commentano due dei candidati del centrosinistra.

Stefano Boeri:

Una città che vuole ospitare un evento internazionale come Expo, non può allagarsi dopo un semplice temporale. Vedere per l’ennesima volta in pochi mesi un pezzo di questa città sott’acqua e linee tramviarie e stazioni della metropolitana fuori uso è un insulto, oltre che un danno, per i milanesi. Ma è anche una vergogna per chi da 20 anni amministra questa città.

La realizzazione di un canale scolmatore per arginare l’esondazione del Seveso non è più rinviabile. Ma bisogna dare vita subito a un grande progetto di gestione dei flussi e della qualità delle acque, sia di superficie che sotterranee, che attraversano Milano. Dal Seveso al Lambro, dalla Darsena all’Olona, Milano rischia di perdere il controllo di una componente essenziale della sua storia e del suo territorio.

Giuliano Pisapia:

Come accade ogni volta che piove intensamente, ieri il Seveso è nuovamente esondato causando enormi disagi ai cittadini. È vergognosa la manifestazione di inefficienza che si riproduce puntualmente ogni volta che ci sono giornate di pioggia intensa a Milano, dove da decenni si creano emergenze come quella registrata ieri. È del tutto evidente che il Comune di Milano – malgrado le ripetute promesse della Giunta Moratti – non ha fatto gli interventi necessari per la manutenzione di strade e fogne. Ancora un volta, si manifesta gravemente l’inefficienza di questa Giunta, non solo in caso di emergenze, ma anche di fronte a manifestazioni del tutto prevedibili

E sul suo blog aggiunge:

Diciassette anni di centrodestra non sono bastati a risolvere un problema degno del terzo mondo.
Milano come il Kashmir?